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Ciclismo

Giro d’Italia, tutto si decide in tre tappe

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Giro d'Italia 2018 Yates Dumoulin

L’attesa è finalmente finita. Il Giro d’Italia 2018 entra nel suo momento decisivo e finale. Da oggi a sabato è in programma un trittico di tappe alpine che decreterà il vincitore dell’edizione numero 101. Il duello per la vittoria finale sembra essere ristretto a Simon Yates, detentore attuale della maglia rosa, e Tom Dumoulin, vincitore della scorsa edizione e secondo in classifica generale con un distacco di 56″ dal britannico. Il corridore della Mitchelon-Scott è riuscito a limitare i danni nella crono di martedì, dove l’olandese era il favorito numero uno, ma ha chiuso al terzo posto, dietro Dennis e Martin. A decidere quindi sarà, ancora una volta, la montagna.

TRE GIORNI DI FUOCO – Ad aprire le danze sarà l’Abbiategrasso-Prato Nevoso. La tappa sarà prevalentemente pianeggiante, ma gli ultimi 15 km saranno tutti in salita con una pendenza media del 7%. Un finale che si adatta quindi a qualche stoccata finale per chi vuole provare a guadagnare terreno. Venerdì sarà la volta della Venaria Reale-Bardonecchia, tappa di alta montagna. Subito dopo la partenza i corridori dovranno scalare il Colle del Lys da Viù. Ma il clou sarà il Colle delle Finestre, la Cima Coppi di questo Giro d’Italia. Si tratta di un’ascesa caratterizzata da una pendenza praticamente costante al 9.2% dall’inizio alla fine (breve strappo a Meana di Susa max 14%). Per i primi 9 km la strada è asfaltata, mentre i successivi 9 km sono sterrati fino alla vetta. A seguire il Gpm del Sestriere, il falsopiano finale che porta a Bardonecchia e alla salita finale fino allo Jafferau. A chiudere la tre giorni di fuoco sarà la Susa-Cervinia. Si scaleranno in sequenza il Col Tsecore (16 km con lunghi tratti oltre il 12% negli ultimi 4 km), il Col de St.Pantaléon (16.5 km al 7.2%) e infine la salita di Cervinia di 19 km al 5%. Insomma, la maglia rosa si deciderà in alta quota.

DUELLO A DUE, MA OCCHIO ALLE RIMONTE – Come detto, quasi sicuramente la maglia rosa se la giocheranno Yates e Dumoulin.  Ad affascinare però sarà anche la lotta per il podio tra Pozzovivo, Froome e Pinot. Il campano è stato il più continuo, ma a mancargli per ora è stato l’acuto. Quest’ultimo invece l’ha messo a segno il keniota naturalizzato britannico, vincendo sullo Zoncolan. Lecito chiedersi senza quelle due cadute dei primi giorni che Giro d’Italia avrebbe potuto fare il corridore del Team Sky. Il francese infine ha vissuto di alti e bassi, ma può azzeccare la giornata giusta e riaprire il discorso. L’outsider può essere Miguel Angel Lopez. che ha mostrato però numerose lacune. La delusione è stata, senza alcun dubbio, Fabio Aru. Il sardo ha avuto una reazione d’orgoglio nella cronometro e potrebbe puntare su qualche successo di giornata. Un ruolo di comprimario nella lotta che conta. La strada verso Roma è sempre minore. La corsa rosa sta per emettere le sue sentenze.

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