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La Opinión

Inter, comportati da Champions: lacrime Zhang

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Inter non abbatterti.

Non poteva che terminare in questo modo, da “Pazza“. Esattamente come da Dna, l’Inter vola in Champions League nella maniera più folle possibile. Perdendo con la Juventus dopo aver comandato in 10, in seguito alle solite mille polemiche arbitrali. Dominando a Udine e perdendo in casa col Sassuolo, laddove tutto sembrava potesse terminare, salvo regalo della Lazio a Crotone. Poi ieri, all’Olimpico gremito in ogni dove, il vantaggio laziale su pazzesca carambola, il pari altrettanto confusionario e il gol di Felipe in contropiede: il rigore dato, annullato dal Var, quello sacrosanto e polemico di De Vrij su Icardi che segna, Lulic espulso e l’apoteosi di Vecino.

Raccontata così sembra uno sciogli lingua, nulla di strano, trattasi di una partita dell’Inter. Ordinaria amministrazione per chi da decenni vive sulle proprie spalle questa nobile e tormentata fede, fatta di picchi clamorosi e lunghi letarghi, ma capace senza eguali di dare emozioni uniche e irripetibili per chiunque. I nerazzurri volano in Champions League quando nessuno ci credeva, nemmeno loro forse. La peggiore delle prestazioni nell’ultimo mese diventa il match capace di consegnare nelle mani dei nerazzurri quel traguardo atteso 7 lunghi anni.

Raccontare l’importanza di questa qualificazione diventa difficile, a parole. Perché non è tanto l’aspetto sportivo a porsi in prima fila, quanto quello economico. L’Inter vive da anni con quella spada di Damocle rappresentata dal Fair Play Finanziario che dovrebbe interrompersi il prossimo 30 giugno, ma solo grazie alla qualificazione in Champions. la necessità di chiudere il bilancio in pari sarebbe stata altrimenti impresa improba, a meno di una cessione eccellente a questo punto evitabile.

Non solo, l’Inter è ora a buon punto per non buttare nel mare due pedine chiave per questa folle quarta piazza raggiunta, Rafinha e Cancelo. Quest’ultimo soprattutto cominciava a divenire impresa ardua da riscattare, invece ora può rappresentare un punto di ripartenza. Il catalano invece ha mostrato anche attraverso il padre la volontà enorme di rimanere e col Barça vi erano già i margini di una trattativa che prevedesse il rinnovo del prestito, ma stavolta con obbligo di riscatto.

Un mare di soldi portati dalla coppa dalle grandi orecchie che, tra marketing, sponsor, incassi, premi partita e premio storico aggira sui 40 milioni di euro compresi i 15 di diritto per l’accesso ai gironi. In particolare alla voce premio storico si accosta il nome Inter, che potrà beneficiare di un importante bonus che, in tempi di magra e monitoraggio, farà gola e non poco.

Ieri a bordo campo le lacrime di Zhang che adesso avrà oneri ed onori, di una Inter che si appresta ad aprire un ciclo: serviranno investimenti, certezze tecniche e societarie, alla faccia di blocchi del governo e Uefa.

La storia dell’Inter può essere riscritta.

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