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L’ultimo volo di Buffon (alla Juve)

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Ha volato per una vita, Gigi Buffon. L’ha fatto sui campi da calcio, l’ha fatto nella sua quotidianità, con tantissimi alti e qualche basso: scommesse, società fallite, accuse varie che però non ne hanno mai scalfito l’animo, mai macchiato la faccia. Ed è stato idolo, ponte generazionale, dal 1995 fino ad oggi. Un ragazzino, uno di noi avrebbe cantato Celentano, diventato grande, uomo: ha scandito la nostra e le nostre epoche, Gigi. Ogni anno della nostra vita, soprattutto quella dei giovanissimi, piccoli sognatori che si affacciano verso quel mondo che li fa andare oltre lo scibile solo per il flusso di una sfera che, in qualche caso, cambierà la loro vita. E poi è stato idolo dei più anziani, quelli che “Sì, ne abbiamo visti di portieri” ma allo stesso tempo “però come Buffon nessuno mai”. Ha messo d’accordo grandi e piccoli, ha vissuto e chiuso gli anni novanta, raccolto il massimo dai primi duemila. Poi ha superato il tempo e lo spazio, nei duemiladieci.

Cosa è stato e quanto è stato influente Buffon, per il calcio italiano, lo dice la sua storia. Un’icona, UN1CO per usare un termine giustamente coniato dalla Juventus per celebrare il suo portiere. E poi è stato il più forte, senza se e senza ma: quanti, in Europa, sono andati e riandati, lasciando un timido segno? E quanti, invece, hanno lasciato una grandissima impronta sulla storia dello sport più bello del mondo? Gigi, probabilmente, è un esempio più che raro. E poi ancora, quanto emoziona quella coppa alzata a Berlino, nell’ormai lontana estate del 2006? Un chiaro esempio di come Gigi abbia scandito il tempo: è passato tanto, forse poco, eppure l’immagine del calcio italiano è sbiadita. Quella del portiere no. E poi ancora, in un tamtam di ricordi che hanno in Buffon l’unica e vera colonna sonora. Il Paradiso, per anni toccato con le mani: dai trionfi di Parma all’epopea bianconera. E poi anche l’inferno, perché i più grandi i conti devono sempre farli, con se stessi e gli altri. Oggi la Juve, ed il calcio, perdono anche un cavaliere: era andato in B, da campione del mondo, nel momento più alto della sua carriera. Poi veniteci a parlare di soldi, milioni, finti amori e tradimenti. Noi, quelli che questa storia l’hanno vissuta, non vi ascolteremo mai: l’amore vero esiste, ed è bellissimo.

E poi è arrivato il giorno, che è già storia, dell’ultimo, folle volo. Il capitano della Juventus dice basta, addio, stop: mettetela come volete, ma dal prossimo anno quel ragazzo che è andato oltre l’immaginabile non difenderà più i pali della Vecchia Signora. Addio alla Juve, se l’è goduta. E la Juve si è goduta Buffon: si sono dati tutto, e quella Champions mai vinta non potrà mai essere una macchia. Semmai un rimorso, perché ci è andato vicino, eccome, più di una volta. Ma il destino, il Dio del calcio o chi volete non ha voluto che andasse così. Almeno per il momento: Gigi probabilmente continuerà. Le pretendenti non mancano: squadre di primissimo piano, dal Liverpool al PSG, con la suggestione Real. Intanto l’ultimo, folle volo è stato compiuto. Ma attenzione, con la Juve…

GeDo

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