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I dieci sospetti del campionato 2017-2018

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Il campionato va verso la sua conclusione, dopo aver emesso già i suoi verdetti. Questa edizione 2017-2018 della Serie A ha visto tante novità introdotte, su tutte l’utilizzo del tanto reclamato Var. Nonostante ciò le polemiche non sono mancate: al centro della tempesta sempre la classe arbitrale. Andiamo a scoprire quali sono i dieci sospetti del campionato italiano quest’anno.

1 – MERTENS A CROTONE

Il Napoli chiude il girone d’andata vincendo a Crotone, conquistando il titolo fittizio di “campione d’inverno”. Gli azzurri vincono ma, mentre il Crotone attacca alla ricerca di strappare un punto contro la corazzata allora inarrestabile di Sarri, dagli sviluppi di un corner sembra toccare il pallone col braccio. L’arbitro non sanziona il massimo fallo, le polemiche si scatenano e nasce quello che è stato uno dei tormentoni della stagione: “Mertens a Crotone” – e via con fotomontaggi e sfottò vari.

2 – TAGLIAVENTO E ALLEGRI

Hanno fatto il giro del mondo le immagini che, in mixed zone, inquadrano Allegri e l’arbitro Tagliavento, Quarto Uomo di Inter-Juve, partita polemica sotto più punti di vista, abbracciarsi e parlare in maniera confidenziale. Subito, nemmeno a dirlo, si è gridato allo scandalo e alla falsificazione del campionato. I sospetti forse che i tempi ormai lontani di Calciopoli siano ritornati hanno trovato d’accordo più persone, compresi gli addetti ai lavori. Certe polemiche, in Italia, non mancheranno mai. Ormai è una questione di cultura, ne siamo sicuri.

3 – INTER-JUVE, QUANTI PASTICCI

Subito dopo la partita persa contro il Napoli, la Juve vince nella San Siro nerazzurra tra le polemiche. Si comincia subito: espulsione di Vecino, sacrosanta. Poco dopo fallaccio di Pjanic, già ammonito: il silenzio. A fine primo tempo Matuidi raddoppia, solo dopo qualche minuto l’arbitro annulla grazie all’ausilio del Var: quel gol però era stato convalidato inizialmente, nonostante un palese e chiaro fuorigioco. Altre polemiche poi sul metro di giudizio utilizzato dal fischietto di Schio che, dopo il match, non ha arbitrato più in Serie A e, nella penultima giornata, è stato addirittura mandato a Doha.

4 – SAMPDORIA-SASSUOLO

Il Sassuolo sbanca Marassi, ma fa discutere la parata, plastica, di Lucas Torreira che sarebbe anche stato espulso. Il Var non interviene e fortunatamente il Sassuolo vince, tra le frecciate del tecnico blucerchiato Giampaolo. Un esempio eclatante di come la tecnologia aiuti, ma non garantisca la perfezione.

5 – FIORENTINA-LAZIO

Sette reti, spettacolo, polemiche. La Lazio si impone al Franchi per 4-3, il diesse Tare e Simone Inzaghi, mai indulgenti con il Var, lamentano dell’utilizzo distorto della tecnologia nei loro confronti (avrebbe a detta loro, addirittura, tolto 12 punti ai biancocelesti, n.d.r). E Pioli, che rincara la dose: “In Italia certe cose non cambiano mai. Da inizio anno qualcuno si lamenta: non credo sia il modo di comportarsi, ci sono altre sedi per confrontarsi. Io ho le mie idee e voglio essere coerente con me stesso. Poi si va a vedere i motivi per cui l’Italia non si è qualificata al Mondiale. È anche questione di cultura. Fiorentina-Lazio? Ne abbiamo parlato pochissimo: è stata molto strana. Dobbiamo concentrarci solo su domani perché manca sempre meno ed è molto importante. Hanno sfruttato situazioni difficili nostre e qualche errore”.

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6 – LAZIO-JUVE

La Juventus vince al fotofinish contro un’ottima Lazio che, però, si lamenta: rigore non concesso per fallo di Benatia su Lucas Leiva, netto, in altre occasioni fischiato. In quell’occasione silenzio assoluto. Tantissime, le polemiche dei detrattori, tanto per cambiare in certe situazioni. I complottisti sono sempre dietro l’angolo.

7 – CAGLIARI-JUVE

Sarà per recidività, per il passato burrascoso, sarà perché vince e chi vince è sempre antipatico ma dove c’è Juve, c’è polemica. “Non sono riuscito a comprendere perché non ci sia stato concesso il tiro dagli undici metri e non sono riuscito a capirlo da chi era alla Var. Era già accaduto a Roma, ma con la possibilità di far risultato in queste partite noi ci giochiamo un campionato” – dirà Giulini, patron dei sardi, dopo il mancato fischio su fallo di Bernardeschi che, in area, blocca la palla con un braccio: rigore netto, non segnalato. Tre punti forse fondamentali per la Juve, dannosi per il Cagliari invece che, ad una giornata dalla fine dei giochi, rischia ancora la retrocessione in B…

8 – CUTRONE E LA MANO GALEOTTA

Al 15′ il giovanissimo centravanti rossonero apre le danze, poi chiuse da Bonaventura. Tutto regolare? No, perché Cutrone segna palesemente di braccio, Irrati non se ne avvede. Cominciano lì le polemiche della Lazio. Alla fine non servirà a nulla, pochi giorni dopo in Tim Cup, il gesto del centravanti del Milan che già all’indomani del match aveva ammesso lo sbaglio. Quella mano galeotta…

9 – GASPERINI, ACCUSE SHOCK 

Pairetto sapeva già che sarebbe stato al Var contro la Lazio” – la bomba è di Giampiero Gasperini ed è stata lanciata sabato. Una minaccia, a detta del tecnico orobico, che lascia tante domande e parecchi dubbi sulla regolarità di certe dinamiche. Un grido isolato, per ora, ma altamente sospettoso. Il futuro e il tempo daranno ragione al tecnico dell’Atalanta? Chi vivrà vedrà.

10 – LAZIO-TORINO

Immobile si inserisce e crossa, Iago Falque blocca letteralmente di mano: nessuna sanzione, nessun rigore, nessun provvedimento. La Lazio, che lamenta di dodici punti mancanti, avrà forse esagerato ma c’è da dire che la presenza dei biancocelesti in questa speciale classifica forse dà un po’ ragione a Inzaghi e ai suoi ragazzi….

G.D

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