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Il giornalista sportivo ‘leccalulo’

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Sarò io anormale, ma sono sempre più consapevole dell’ebiotismo di una buona fetta dei tifosi social e di una larga fetta di giornalisti schierati alla ricerca di fama.

Da qualche mese mi occupo dell’analisi post gara dei big match di Serie A e Champions, cercando di isolarmi completamente dal commento tecnico delle gare e dalle reazioni a caldo dei tifosi sui social network, per non essere influenzato dalle masse e per mantenere quel grado di imparzialità necessario per raccontare correttamente lo sport. Nella mia anormalità sportiva sono anche io un tifoso, anche se dagli articoli pubblicati in quasi 11 anni di carriera non è emersa mai la mia fede calcistica.

Ieri sera, sono stato in silenzio, altrimenti avrei sputato veleno nei confronti di molti direttori di testata e giornalisti faziosi che, pochi istanti dopo il fischio finale di Inter-Sassuolo, hanno postato i soliti post intrisi di messaggi offensivi nei confronti dei tifosi nerazzurri. Quello che mi rammarica non è loro lotta fratricida per diventare il giornalista ‘leccalulo’ più stimato dalla propria tifoseria su Facebook, ma la scarsa professionalità di chi dovrebbe educare alla sportività tramite la comunicazione. Essere dei punti di riferimento per le masse è una responsabilità importante, che molti di noi spesso dimenticano. Magari fossero tutti come Fabrizio Biasin, forse l’unico giornalista sportivo capace di sfottere con ironia.

Il nostro laboratorio di giornalismo ha sfornato negli anni giornalisti, radiocronisti e blogger che hanno fatto dell’etica e della professionalità i loro punti di forza, prova evidente di come si possa fare informazione senza essere schiavi dei social e dei vari gruppi #anala, #intermerda, #juvemerda e via discorrendo. Questa tipologia di comunicazione non è altro che una forma di prostituzione intellettuale, il rischio è invece quello di essere divorati dalla stesse creature che hanno alimentato il vostro successo da giornalisti leccalulo, come hanno evidenziato alcuni degli ultimi fatti di cronaca.

 

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