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Ciclismo

Giro d’Italia, l’Etna incorona Esteban Chaves e Simon Yates

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Chaves Giro d'Italia 2018

Oggi al Giro d’Italia è stato il giorno del primo arrivo in quota. A testare per la prima volta le ambizioni degli uomini di classifica è stata la salita dell’Etna, da un versante totalmente inedito per la corsa rosa. Ad aggiudicarsi la tappa, la sesta di questa edizione numero 101, è il colombiano Esteban Chaves, uno dei grandi protagonisti della fuga di giornata. Il corridore della Mitchelon-Scott ha preceduto sul traguardo il suo compagno di squadra Simon Yates, che è la nuova maglia rosa, sottratta all’australiano Rohan Dennis, che ha patito nei chilometri finali. Un po’ più dietro Pinot, Pozzovivo, Dumoulin, Aru e Miguel Angel Lopez. Il sardo e il keniano sono apparsi quelli meno brillanti e più in difficoltà.

LA SOLITA FUGA – A ravvivare la sesta tappa di questo Giro d’Italia è la solita fuga. Tra i protagonisti inattesi c’è però Chaves, la cui intenzione è probabilmente far saltare il banco. Il gruppo, quantomeno inizialmente, lascia fare. I fuggitivi arrivano ad avere anche un vantaggio di due minuti e il colombiano è, per tanti chilometri, maglia rosa virtuale. Ma poi arriva la reazione e a guidarla è l’Astana. Chiaro il segnale che Miguel Angel Lopez, che ha perso un po’ di terreno nei giorni scorsi, voglia provare a piazzare la stoccata per risalire in classifica. Con l’inizio della salita dell’Etna, il tutto entra nel vivo e Chaves abbandona i compagni di avventura, involandosi in solitaria verso la vittoria. Dietro però inizia la bagarre tra gli uomini di classifica. Ci provano Miguel Angel Lopez, Dumuolin e Pozzovivo, ma non riescono a fare il vuoto. La vera e propria rasoiata la mette a segno Yates, che raggiunge il compagno di squadra per un trionfo tutto targato Mitchelon-Scott: tappa e maglia.

SCOSSONE NELLA GENERALE – La classifica generale, dopo la tappa odierna, cambia radicalmente pelle. Yates è il nuovo leader con 16″ su Dumoulin e 26″ su Chaves. 4° Pozzovivo a 43″. 5° Pinot a 45″, mentre Froome, che è apparso un po’ sulle gambe, è ottavo a 1’10”. Decimo posto invece per Fabio Aru, con un ritardo di 1’12”. Il sardo è riuscito, pur non apparendo brillante, a limitare i danni. Il britannico e il colombiano, secondo e primo sul traguardo finale, hanno dimostrato di essere i più brillanti in salita, ma anche il vincitore della scorsa edizione del Giro d’Italia è sembrato essere in palla. Tutto ovviamente è ancora in ballo ed è davvero difficile sparare già giudizi e sentenze. La strada verso Roma è ancora lunga e ricca di insidie e di salite.

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