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Ecco l’Ital-Mancio: come sarà la squadra azzurra con Mancini?

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Ecco l'Ital-Mancio: come sarà la squadra azzurra con Mancini?

Due milioni di motivi per credere in Mancini: la FIGC riparte da qui, da un contratto importante – e non faraonico, come per Conte – e da un uomo che ha vinto ovunque. Serviva. Inutile girarci intorno: l’esperienza di Ventura è stato l’ultima possibile ‘scommessa’ che la maglia azzurra ha dovuto sopportare. Adesso la Nazionale è al centro del villaggio calcistico italiano: nessuno può ignorarla, tutti hanno il dovere di aiutarla. A rialzarsi e a tornare a vincere.

Per mille motivi, Roberto Mancini. Che con l’azzurro di per sé non ha una gran storia: ma ha carisma. Ed esperienza internazionale. E fame, tanta fame. Ha bramato la panchina azzurra dal momento in cui la Fiorentina gli diede la primissima chance di brillare senza il dieci addosso: solo con una lavagnetta tattica e mille idee di calcio tutte da vivere. Una in particolare: l’attacco pesante. E quel 4-2-3-1 con cui probabilmente ripartirà anche la selezione italiana.

QUALI GIOCATORI?

Tornerà Balotelli, che col Mancio si riprende un ruolo centrale nel progetto: i numeri in Ligue1 lo aiutano, l’addio di qualche senatore anche. Ecco: a proposito degli addii. Non ci saranno Barzagli, De Rossi. Buffon farà parte della federazione, ma in campo andrà Donnarumma. Da chi riparte l’ex bomber della Samp? Da Giorgio Chiellini, e probabilmente da capitan Bonucci: più del livornese, il diciannove del Milan potrebbe rappresentare la colonna del nuovo corso. Aspettando Rugani, Caldara e Romagnoli: è chiaro.

No, i giocatori non mancano affatto: l’ultima generazione è positiva, e non ammette sprechi d’alcun genere. Sugli esterni Spinazzola e Conti sono presente e futuro, poi Darmian e De Sciglio che si ritroveranno alla Juventus. A centrocampo? Verratti dovrà essere il faro nei due davanti alla difesa, l’altro titolare potrebbe essere quel Pellegrini in rampa di lancio. Oh, poi gli esterni: Florenzi, Chiesa, Bernardeschi, Verdi. E sono i primi nomi che ci vengono in mente. Insigne da dieci puro poco più distanziato dal centravanti. E pure lì: Immobile e Balotelli, quindi Belotti. Ce n’è. Eccome.

FIDUCIA IN MANCINI

Ma Roberto Mancini lo sa: l’eredità è leggera, ma pesante allo stesso tempo. Peggio di Ventura non è possibile, però l’attenzione mediatica attorno alla squadra azzurra è cresciuta: tutti vogliono vederla risalire. E con un nuovo corso è sempre difficile fare i conti. In ogni caso, i sogni che farà da qui in avanti potranno essere davvero tranquilli: nessuno gli chiederà di vincere o di metter sotto colossi come Germania o Spagna. Non ne ha la forza, deve averne il tempo.

L’obiettivo da qui in avanti è solo ridare orgoglio e consapevolezze, urlare al mondo che l’Italia è inciampata e non caduta: ci sarà sempre un altro Mondiale da affrontare, un altro Europeo da conquistare. Ci sarà sempre tempo e ci sarà sempre la Nazionale italiana. Con un campione d’Italia, d’Inghilterra e quasi d’Europa (da calciatore) in panchina: è un upgrade, ma non aspettiamoci miracoli.

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