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Ciclismo

Speciale Giro d’Italia 2018: Dumoulin contro Froome | Infografica

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Giro d'Italia 2018: il missile Dumoulin | Infografica

3562,9 chilometri. 21 tappe. 176 corridori al via. Ormai è finita l’attesa per il Giro d’Italia 2018. La corsa rosa, giunta all’edizione numero 101, ha preso il via oggi con una crono individuale, svoltasi in quel di Gerusalemme. Poco meno di 10 chilometri hanno assegnato la prima maglia rosa, che ha un sapore storico, in quanto è stata la prima volta che è stata assegnata al di fuori dei confini europei. Ad aggiudicarsela è stata Tom Dumoulin, vincitore della passata edizione. Insomma, l’olandese ricomincia da dove aveva lasciato e lancia un messaggio chiaro agli altri favoriti.

LOTTA A CINQUE, CON POSSIBILI SORPRESE –  Ha limitato i danni Chris Froome, arrivato a 37′. Il keniano, favorito numero uno, si presenta alla partenza del Giro d’Italia con la chiara ambizione di emulare Pantani, ossia puntando a fare la doppietta Giro-Tour, impresa che negli ultimi trent’anni è riuscita solo al compianto corridore romagnolo. Da tenere d’occhio anche Thibaut Pinot. Il 27enne francese, dopo il quarto posto dello scorso anno, punta quantomeno a salire sul podio. Yates e Pozzovivo, decimo nella crono di oggi, sono pronti a esercitare il ruolo di outsider. La sorpresa potrebbe essere il giovane colombiano Miguel Angel Lopez. Il capitano dell’Astana ha le qualità e le caratteristiche per stupire tutti. E l’Italia? Vista l’assenza di Vincenzo Nibali, tutte le speranze sono riposte in Fabio Aru, che oggi ha perso 50′ da Dumoulin. Dopo due podi e l’infortunio che l’ha costretto a saltare la passata edizione, per il sardo questo deve essere l’anno dell’assalto alla maglia. rosa. Certo, vista la concorrenza, sarà tutt’altro che semplice.

UN PERCORSO DIFFICILE – Due crono individuali, 7 tappe per velocisti, 6 tappe di media difficoltà e 6 tappe di alta difficoltà: sono queste le caratteristiche del Giro d’Italia 2018. Un percorso davvero durissimo quello della edizione numero 101. Il primo arrivo ci sarà già alla sesta tappa, che si chiuderà dopo l’ascesa verso l’Etna, 15 km con una pendenza media del 6,5% e massima del 13%. La risalita della penisola sarà scandita da diversi altri arrivi in quota. Tornerà infatti Montevergine di Mercogliano, una salita però abbastanza pedalabile e che difficilmente farà selezione.  Più difficile sarà invece la salita di Campo Imperatore, dove arriverà la tappa abruzzese della corsa.  A chiarire le idee sui reali pretendenti alla maglia sarà il trittico di tappe alpine, in al nordest. Il pensiero va soprattutto al ritorno dello Zoncolan e al’arrivo di Sappada. La crono Trento – Rovereto aprirà l’ultima settimana. Quest’ultima sarà caratterizzata da tre tappe di alta montagna. Ad aprire le danze sarà l’arrivo a Prato Nevoso: 15 km con una pendenza costante del 7% e tratti al 10%. Il giorno successivo si ripartirà dalla Reggia di Venaria per un tappone con il leggendario Colle delle Finestre piazzato nelle fasi centrali della corsa, con poi il Sestriere e Jafferau nel finale. L’ultimo tappone alpino sarà un’autentica sequenza di salite: il Col Tzecore, il Saint Panthaleon e infine il traguardo di Cervinia. Insomma, un Giro d’Italia che si preannuncia ricco di colpi di scena. Non resta che godersi lo spettacolo.

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