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Champions League: le sei squadre che hanno disputato tre (o più) finali di fila

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Il Benfica (tre finali di fila tra il 1961 e il 1963)festeggia il successo contro il Real Madrid

Il Real Madrid, sconfiggendo il Bayern Monaco, approda per la terza volta consecutiva alla finale di Coppa Campioni/Champions League. I Blancos vanno a caccia del loro stesso record quando, agli albori della manifestazione, inanellarono cinque finali consecutive vincendole tutte. Oltre ai Blancos, cinque squadre sono riuscite ad arrivare per tre volte di fila all’atto conclusivo della manifestazione. Si tratta di Ajax, Bayern Monaco, Benfica, Milan e Juventus. Scopriamo in questa carrellata le loro storie.

Il Real dei fenomeni (1956-1960)

Il Real Madrid ha incominciato ad inanellare successi in Coppa Campioni da subito. Tra il 1955 e il 1960 i Blancos, sotto la presidenza di Santiago Bernabeu, vinsero le prime cinque edizioni della manifestazione europea con tree tecnici diversi. I primi due titoli portano la firma dallo spagnolo Josè Villalonga. I successivi due trionfi furono firmati dall’argentino Luis Carniglia, mentre l’ultimo arrivò sotto la guida dell’iberico Miguel Munoz. Quella era una squadra magnifica, composta da campioni di livello assoluto come Puskas, Di Stefano, Gento, Santamaria e Del Sol. Il Real Madrid sconfisse in finale lo Stade Reims due volte (4-3 nel 1955-56 e 2-0 nel 1958-59), la Fiorentina (2-0 nel 1956-57), il Milan (3-2 nel 1957-58) e l’Eintracht Francoforte (7-3 nel 1959-60). Quella con i tedeschi è ancora la finale con più reti segnate nella storia della manifestazione. A interrompere l’egemonia fu il Barcellona negli ottavi di finale dell’edizione 1960-61 in un derby iberico terminato, tra andata e ritorno 3-4 (2-2 all’andata a Madrid e 2-1 a Barcellona).

Il Benfica “maledetto” (1961-63)

Dopo il dominio spagnolo arrivò quello portoghese. A firmarlo fu il Benfica di Eusebio. Tra il 1961 e il 1963, i portoghesi centrarono tre finali di fila, vincendo le prime due e perdendo la terza. La vera impresa fu la prima. Con una squadra tutta portoghese e priva di Eusebio (la Pantera Nera era già stata acquistata, ma fu registrata solo alla fine di quella stagione, ndr) Le Aquile guidate da Bela Guttmann si imposero per 3-2 sul Barcellona di Kubila, Czibor e Kocsis. A trascinare la squadra fu la “coppia di Josè” Aguas e Augusto, autori di 17 reti in due nella manifestazione. L’anno dopo, con Eusebio in campo e sempre con Guttman in panchina fu la volta del Real Madrid di arrendersi. I portoghesi si imposero 5-3 in un match memorabile che li aveva inizialmente visti sotto 0-2 per la doppietta di Puskas (autore pure del terzo gol spagnolo). Sul risultato di 3-3 si scatenò Eusebio e Di Stefano e soci dovettero cedere. L’ultima finale, con il Milan, fu segnata da quella che tutti conoscono come la “maledizione di Bela Guttmann”. L’ungherese se ne andò sbattendo la porta nell’estate del 1962 perchè la dirigenza si rifiutò di aumentargli lo stipendio e lanciò la seguente maledizione: “Da qui a cento anni nessuna squadra portoghese sarà due volte campione d’Europa e il Benfica senza di me non vincerà mai una Coppa dei Campioni”. La stagione successiva Eusebio e compagni, guidati da Fernando Riera furono sconfitti 2-1 dal Milan di Nereo Rocco. Da quando Guttmann lanciò la maledizione sono passati 56 anni e il Benfica ha perso tutte e cinque le finali di Coppa dei Campioni disputate, oltre a tre finali di Coppa UEFA/Europa League (due consecutivamente nel 2013 e nel 2014) e una di Coppa Intercontinentale, per un totale di nove finali in competizioni internazionali.

L’Ajax del calcio totale (1970-73)

Tra il 1970 e il 1973 fu l’Ajax del calcio totale a dominare in Europa. Il primo trionfo, quello che dette vita all’epopea fu firmato da Rinus Michels. Fu lui a costruire pezzo per pezzo la squadra di Crujff, Neeskens, Muhren e  Van Dijk. Gli altri due, invece, furono ottenuti grazie all’ungherese Stefan Kovacs. Nel loro trionfale cammino gli olandesi batterono prima il Panathinaikos (2-0, 1971), poi l’Inter (2-0, 1972) e infine la Juventus (1-0, 1973). L’Ajax è anche l’unica squadra ad aver vinto tre finali di fila senza mai subire reti. Nella stagione 1973-74, gli olandesi, orfani di Kovacs, e Crujff si fermarono agli ottavi di finale contro il Cska Sofia.

Il Bayern del Kaiser (1974-1976)

Subito dopo il trionfo olandese arrivò il dominio tedesco. Tra il 1974 e il 1976 fu il Bayern Monaco a prendersi la scena. Anche in questo caso, ad iniziare l’epopea fu un tecnico diverso da quella che la concluse. L’artefice del primo trionfo fu Udo Lattek. Il tecnico tedesco era alla guida del Bayern già da tre anni, quando centrò il successo europeo. Sulla finale del 1973-74 c’è una curiosità. Si trattò della prima finale giocata due volte. La prima a Bruxelles contro l’Atletico Madrid finì 1-1 ai supplementari il 15 maggio 1974. All’epoca non erano previsti i calci di rigore e così, due giorni dopo, si disputò la ripetizione sempre nella città belga. In quella seconda occasione i bavaresi si imposero 4-0 grazie alle doppiette di Hoeness e Gerd Muller. La stagione successiva sulla panchina tedesca si sedette Dettmar Cramer che riportò i tedeschi in finale, dove batterono il Leeds per 2-0. Nel 1976, invece, fu il Saint Etienne a doversi arrendere condannato da una rete di Roth. A Cramer non riuscì la tripletta dato che nell’edizione 1976-77 i tedeschi si dovettero arrendere alla Dinamo Kiev di Lobasnovskj nei quarti di finale.

Il Milan degli Invincibili (1993-1995)

Fabio Capello è stato il primo allenatore europeo a disputare tre finali di Champions consecutive. E’ accaduto con il Milan degli Invincibili tra il 1993 e il 1995. I rossoneri, però, di quelle tre finali ne hanno vinta solo una, probabilmente la più difficile, quella contro il Barcellona allenato da Crujff. La prima finale i rossoneri la disputarono (e persero) contro il Marsiglia di un futuro rossonero, Marcel Desailly. A decidere il match fu una rete di Boli. Il Marsiglia, però, fu successivamente squalificato da ogni competizione europea e retrocesso in seconda divisione, dopo l’accertata corruzione di alcuni giocatori del Valenciennes in quella che passò alla storia come vicenda VA-OM. Il Milan, così, pur non vedendosi assegnato il titolo europeo disputò al posto del club francese le finali di Supercoppa Europea (persa nel derby contro il Parma) e Coppa Intercontinentale (persa contro il San Paolo). L’anno dopo i rossoneri si presero una grande rivincita schiantando 4-0 in finale il Dream Team del Barcellona in una gara passata alla storia. La terza finale vide una nuova sconfitta dei rossoneri, questa volta contro l’Ajax. A decidere il match fu una rete del futuro rossonero Kluivert a cinque minuti dalla fine.

La Juventus di Lippi

Il secondo allenatore a raggiungere tre finali di fila fu Marcello Lippi. Anche in questo caso, però, la vittoria fu solo una. La Juventus si aggiudicò il titolo di campione d’Europa nel 1995/96 battendo l’Ajax ai rigori e vendicando il Milan per la sconfitta dell’anno prima. Clamoroso, però, fu il ko dell’anno successivo, quando i bianconeri cedettero di schianto al Borussia Dortmund per 3-1. Nel 1997/98 arrivò il secondo ko consecutivo in finale, questa volta contro il Real Madrid. A decidere fu una rete di Mijatovic, futuro giocatore della Fiorentina. Curiosamente i bianconeri detengono il maggior numero di gare consecutive giocate da quando la Champions League ha questa denominazione (1992): 43, dal 13 settembre 1995 al 21 aprile 1999. In questo periodo la squadra torinese ha disputato tutte le 11 partite (6 nella fase a gironi e 5 in quella ad eliminazione diretta) delle edizioni 1995/96, 1996/97 e 1997/98 e 10 dell’edizione 1998/99 (6 nella fase a gironi e 4 in quella ad eliminazione diretta), con tre finali consecutive ed una semifinale. A porre fine all’egemonia fu il Manchester United, futuro vincitore dell’edizione 1999.

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