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La notte di Orsato, il suicidio di Spalletti e lo ‘stile’ Juve

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Record, emozioni, adrenalina, spettacolo e uno tsunami di polemiche. Inter-Juventus non è una partita come le altre, Inter-Juventus è il derby d’Italia, la sfida per antonomasia del calcio italiano.

La notte di San Siro ha confermato le attese trasformandosi in uno spot per la Serie A, tornata ai fasti degli anni d’oro del gioco e delle polemiche decisioni arbitrali. Parlare di furto ‘a mano armata’ da parte della Juventus mi sembra eccessivo, perché una squadra capace di ribaltare il match dell’anno in soli tre minuti, quando la storia del match sembrava già scritta, è semplicemente più forte della tua.

La notte di Orsato e dei suoi collaboratori è stata infelice, il metro di giudizio non è stato omogeneo, ma mi sembra illogico e disonesto considerare l’operato arbitrale come premeditato.

Gli episodi, la casualità, e le scelte scellerate di Spalletti hanno permesso alla Juventus di completare una rimonta storica, dopo una partita epica di Brozovic & Co.. Il differenziale della rosa è stato l’elemento chiave che ha consentito alla Juve di portare a casa tre punti chiave per la conquista della settima perla consecutiva in territorio italico. Il valore di Bernardeschi e Dybala è dieci volte superiore a quello del 35enne Borja Valero e dello spaesato Santon.

Da interista m’immedesimo nelle lacrime di rabbia e delusione di Mauro Icardi, giustamente furioso per le scelte di un allenatore che si è suicidato a livello tattico, consegnando su un piatto d’argento ai bianconeri quei tre punti indispensabili per tenere a distanza il Napoli. Non è la prima volta che Spalletti compie scelte scellerate, ma bisogna anche evidenziare come il valore assoluto del banquillo nerazzurro sia veramente modesto.

Ultima chiosa, il post match ha evidenziato lo stile impeccabile dell’Inter, al quale si è contrapposto un atteggiamento poco politically correct di un’ampia fetta del fronte bianconero.

Il calcio sarebbe ancora più bello se riuscissimo a mettere da parte quel rancore e quei veleni che ci trasciniamo dietro da anni.

La sintesi del match (di Enrico Gorgoglione).

All’inferno, andata e ritorno. Una Juventus praticamente infinita segna il vantaggio con Douglas Costa, poi si fa rimontare da un’Inter coraggiosa, che nonostante l’uomo in meno per il tanto discusso rosso a Vecino si fa trascinare dal pubblico di San Siro e segna prima il pareggio con Icardi e poi la rete del vantaggio dopo uno slalom di Perisic che Barzagli devia nella porta sbagliata.

Partita finita? Scudetto andato? Neppure per sogno. Poi ci pensa Allegri a stravolgere nuovamente il match con gli ingressi di Dybala e Bernardeschi. Il clamoroso ribaltone arriva nel giro di pochi minuti, decidono il derby d’Italia l’autogol di Skriniar al termine di un’azione in solitaria di Cuadrado e il ritorno al gol di Gonzalo Higuain. La Juventus allontana gli spettri del Napoli e torna a +4 in attesa del match del Franchi tra i viola e gli azzurri.

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