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Champions League

Un suicidio tattico senza precedenti

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Mohamed Salah, mattatore assoluto del match con due gol e tre assist

Per una cavalcata senza senso, ci voleva un finale senza senso. La Roma si fa trucidare dal Liverpool, finendo sotto di 5 reti, poi si sveglia all’improvviso, segna due gol e si regala, come ai quarti, un’altra serata in cui coltivare un sogno assurdo. Le imprese sono belle perché irripetibili ma, arrivati a questo punto, non ha significato alcuno mettersi a fare calcoli. Si spera comunque che, almeno Di Francesco, due schemini in testa se li ripassi.

IL NON SENSO DEL NON SENSO – Non aveva senso essere qui, non ha avuto senso la partita di stasera. La Roma si presenta al match della storia con una difesa a tre che prevedeva un costante uno contro uno nei confronti del tridente di Klopp. Praticamente un suicidio tattico senza precedenti, specie considerando che la fascia sinistra della retroguardia giallorossa offriva, come piatto della serata, l’improponibile testa a testa Juan Jesus – Salah. Esito scontato, l’egiziano massacra a più riprese, con garbo e cortesia, il centrale brasiliano e chiude i giochi con 90 minuti di anticipo. Forse.

TU QUOQUE… – Tirata d’orecchio per Di Francesco, dopo che lo si era giustamente esaltato in seguito al capolavoro del ritorno contro il Barcellona. Non tutte le partite sono uguali, banalità quanto mai confermata stasera, visto che il medesimo assetto tattico che aveva affossato Messi e soci si è liquefatto sotto i colpi del Messi d’Egitto. Non a caso, a parte il calo del Liverpool, con il 433 la Roma ha dato un senso alla sua partita e al ritorno, concludendo con dignità un match che, ad un certo punto, lasciava prevedere notti da incubo.

E ADESSO? – Al triplice fischio, i calciatori del Liverpool non hanno riso, e i tifosi si sono limitati ad applaudire. Il 5-2 lascia ampi margini agli uomini di Klopp, ma il ricordo della Romuntada è ancora freschissimo. Inutile dire cosa servirà ai giallorossi, lo sanno tutti e, quindi, come è fatale, non lo sa nessuno. Fatto sta che, di nuovo, la Roma si concede una speranza per il suo sogno senza senso. E per chi, di nascosto, aveva tirato fuori lo spumante, l’amara delusione. Sarà da rimettere in fresco; potrà essere stappato solamente il 2 Maggio.

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