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Quando il coup de tête è un coup d’état: Koulibaly come Simeone?

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Koulibaly sulle orme di Simeone?

Un momento prima sembra cristallizzarsi la situazione di sempre, un momento dopo cambia tutto. Per il colpo di stato, a volte, basta semplicemente un colpo di testa. Lo sa bene Diego Pablo Simeone; lo sa bene (forse) Kalidou Koulibaly.

QUANTE VOLTE SI RIPETE LA STORIA?

Il calcio è uno sport imprevedibile e sempre mutevole, quindi andare a cercare ogni volta analogie e similitudini può apparire stucchevole. Però, riti scaramantici a parte, il colpo di testa con cui Koulibaly ha regalato la prima vittoria del Napoli allo Stadium ha ricordato a tanti l’incornata grazie alla quale, 18 anni fa, Simeone consentì alla Lazio di sbancare il Delle Alpi, accorciare a 3 punti il distacco dalla Juventus capolista e mettere la freccia per quello che sarebbe stato, sei giornate dopo, il più perfido dei colpi di stato.

Il colpo di testa di Koulibaly che ha regalato i tre punti al Napoli

Il colpo di testa di Koulibaly che ha regalato i tre punti al Napoli

QUANDO IL CALCIO E’ QUESTIONE DI MOMENTI

Lo scherzetto avvenne nel giorno perfetto. Serata piacevole, in quel primo Aprile del 2000. Partita equilibrata, come quella di ieri sera, anche se decisamente più frizzante. D’altro canto, senza nulla togliere ai calciatori di oggi, i protagonisti di ieri avevano una caratura differente. Le regole, tuttavia, erano sempre le stesse; un doppio giallo equivale al rosso, ed è quello che l’arbitro Farina, al minuto 65, sventola in faccia ad un deluso Ciro Ferrara. Trascorrono 60 secondi e Simeone, su cross di Veron, gela Van Der Sar con un preciso colpo di testa. Dove abbiamo visto una scena simile?

UN COLPO DI STATO

Callejon non è Veron (ma la rima è gustossissima), Koulibaly non è Simeone, ma il colpo di testa del senegalese è finito nel sacco come quello dell’argentino, e l’esito del match è stato il medesimo. All’appuntamento con la Lazio, la Juventus si era presentata con sei punti di vantaggio, dopo aver perso la settimana precedente contro il Milan; a quello con il Napoli, i punti di vantaggio erano quattro, a causa di un inopinato mezzo suicidio a Crotone. Nelle giornate successive la Juventus riallungò a +5, ma perse due delle ultime tre partite e regalò il Tricolore agli uomini di Eriksson, che coronarono così una rimonta pazzesca, vendicando quanto il Milan aveva messo in atto ai loro danno l’anno prima. Il Napoli avrà meno spazio per sbagliare, ma anche la forza, tra le altre cose, dei corsi e ricorsi della storia.

Fino a quanto (e fino a quando) rimarrà in piedi questa similitudine? Fino all’ultima partita, sarà impossibile fare un pronostico. D’altro canto un colpo di stato, a volte, non è altro che un colpo di testa.

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