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Football

L’autobus, l’ascensore e il dito medio

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Quando parcheggi un autobus davanti alla difesa devi essere pronto a tutto, anche a incassare un gol quando meno te lo aspetti e non avere più il tempo di ribaltare la partita chiave della tua stagione. Dopo el robo de Madrid, la maledizione della ‘zona Cesarini’ continua ad accanirsi contro la Vecchia Signora, ma questa è un’altra storia.

Un catenaccio praticamente perfetto aveva permesso a Buffon di mantenere inviolata la porta bianconera senza compiere nessun miracolo per ben 90′ minuti, poi Koulibali (protagonista di un contatto dubbio con Higuain in area) ha deciso di prendere l’ascensore e sfondare letteralmente la porta bianconera. Quattro minuti di recupero, di ‘corna’ sugli spalti e nessuna sofferenza per Reina. Poi i selfie di un Sarri in estasi, l’esultanza di Insigne & Co. e le lacrime di gioia della marea azzurra presente allo Stadium.

Al di là della pura cronaca e delle cazzate introduttive da scribacchino, sono tre gli elementi che emergono dal match scudetto.

In primis, il livello ‘rasoterra’ di una piccola porzione di tifosi bianconeri (quelli che urlavano ‘merde’ ai giocatori napoletani per intenderci) che sono stati superati dal dito medio di Maurizio Sarri, ‘livello sottozero’ come si dice al mio paese, senza scomodare quel radical chic di Serra.

Il secondo elemento è di carattere tecnico: da un lato la Juve si è praticamente suicidata con la sua tattica, un ‘harakiri tattico’ molto strano per un tecnico come Allegri. “Fare catenaccio non è da Juve, caro Max, quando avresti potuto vincere la partita ed ammazzare il campionato“. Dall’altro lato Sarri ha rischiato il suicidio mandando in panca Mertens (giocatore con il più alto tasso tecnico) per un impalpabile Milik e inserendo Roig per un Allan stratosferico.

Il terzo elemento riguarda esclusivamente il Napoli. Il gioco del Napoli è devastante con squadre di un livello medio-basso, soprattutto a livello offensivo, mentre contro le big risulta praticamente sterile e innocuo. Per diventare grandi definitivamente si dovrebbe uscire dall’ortodossia del metodo Sarri, mi auguro che l’intellettuale dissidente lo capisca un giorno senza mostrarmi dal finestrino dello sua auto il dito medio.

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