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Real-Juve, guai a chiamarlo furto: Perez vi fa causa

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Oliver Buffon

Che Real Madrid-Juventus non terminasse al fischio finale del giovane e malcapitato Oliver lo si era intuito subito, quando il pallone di Cristiano Ronaldo si infilava nel sette a togliere le ragnatele dalla porta del Bernabeu e a sancire l’eliminazione dei bianconeri dalla Champions League. Il verdetto era chiaro, blancos in semifinale e ragazzi di Allegri a casa ancora una volta, costretta a non concretizzare quella che rischiava di divenire la due giorni più assurda nella storia del calcio, due remuntade tutte tricolori, ai danni dei due club padroni del mondo.

Invece Oliver ha fischiato rigore, Benatia (forse) ha fatto fallo, Ronaldo ha segnato e Buffon ha protestato. per l’ultima volta probabilmente in Champions League, visto il rosso, la lunga squalifica e l’imminente (probabile) ritiro dal calcio. Sogni di gloria infranti, ingiustizia divina e favola senza lieto fine: un tale dispiacere, un così cinico finale da scatenare ire e proteste di media e protagonisti, con quella parola che ha persino fatto sì che le merengues sguinzagliassero i propri illustri avvocati qualora fosse utilizzata nuovamente, in riferimento al match di mercoledì scorso.

Furto“, quasi abbiamo timore pure noi a scriverlo. Perché se fino a ieri il terrore della parola “bomba” da non nominare a bordo di un aereo rappresentava la leader assoluta dei vocaboli da non utilizzare assolutamente, eccola che scende in seconda piazza in favore della prima parola di questo periodo. Era in bella mostra su un noto quotidiano iberico, di matrice catalana ovviamente, è stata ripresa da vari salottini televisivi in Italia, probabilmente anche in qualche dimora bianconera.

Proprio l’accostamento di quelle cinque lettere tutte attaccate all’episodio fischiato al minuto 92 del ritorno di Champions fra Real e Juve avrebbe spinto i legali di Perez a valutare la possibilità di far causa a chiunque dovesse insistere nell’infelice “matrimonio linguistico”. Certo che se si dovesse applicare il medesimo ragionamento nei precedenti casi più discussi nella storia del calcio, lo Zanichelli del pallone si ridurrebbe a ben poche pagine.

Immaginate se gli irlandesi non potessero più dire “mano di Henry“, gli inglesi “mano di Dio“, gli interisti “Ronaldo-Iuliano“, i romanisti “gol di Turone“, gli italiani “Byron Moreno” e così via, per tutti quei tabù e maledizioni che le più disparate tifoserie portano dentro di se da anni. Circoscritto all’episodio incriminato, desta scalpore l’assegnazione di un rigore a 15 secondi dalla fine di una delle partite più folli degli ultimi anni, legittimando l’utilizzo anche improprio di vocaboli solitamente consoni per situazioni ben più serie.

Immaginate la causa Real Madrid-Pistocchi: “Il Sign.Maurizio durante l’espletamento della propria funzione di opinionista social ha utilizzato la parola “furto” analizzando la moviola del misfatto“.

E Pistocchi risponde: “Se sapevo che mi avreste citato in giudizio vi avrei nominato più spesso, visto che in tv non mi caga più nessuno…“.

Storie di calcio, roba di tutti i giorni, di palloni entrati e capitani usciti. Di gente insensibile e di bidoni della spazzatura: se non sopportate tutto questo statevene a casa vostra, con i vostri figli, a mangiare patatine e fruttini…

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