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Quel treno per Kiev: Roma, faccia a faccia con la storia

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Delle quattro, la Roma è quella che ha più da perdere. Sembra un paradosso, essendo la squadra di Di Francesco giunta assolutamente a sorpresa ad un passo dalla finale di Kiev, quando, secondo tutti i pronostici, il cammino di Dzeko e compagni si sarebbe dovuto interrompere già nella fase a gironi. Sembra, ma non è. Già, perché le altre, Real Madrid, Liverpool e Bayern Monaco fanno parte dell’aristocrazia calcistica europea; hanno già sollevato la coppa e la risolleveranno ancora, o comunque avranno più occasioni, in futuro, per issarsi sulla vetta. La Roma no.

FACCIA A FACCIA – L’ultima volta in cui la Roma ha avuto l’opportunità di andare in finale era il 1984. Chi scrive, non era nemmeno in previsione, e non lo sarebbe stato per ancora qualche anno. Dall’altra parte della barricata c’era il Dundee. Svolgimento simile al doppio confronto con il Barcellona, medesimo esito nel match di ritorno. Nel contorno, storie controverse uscite troppo tardi per essere prese in esame. In finale, poi, proprio il Liverpool, che all’Olimpico infranse i sogni di una città intera; il boia assunse, allora, il volto di Bruce Grobbelaar e del suo orrendo (ed efficacissimo) balletto. Per moltissimi, che di quella data hanno tutt’ora contezza, l’occasione per cancellare, almeno in parte, uno dei ricordi più amari della propria storia.

Nella finale del 1984, il Liverpool si impose ai rigori

Nella finale del 1984, il Liverpool si impose ai rigori

L’OBBLIGO DI ESSERCI – La semifinale con il Liverpool non parte 50-50. Gli inglesi sono più forti, più in forma, più completi. Il loro attacco è un’arma micidiale, ma anche il resto della rosa è superiore a quella della Roma. Il Liverpool, che non solleva la coppa con le orecchie dal 2005, ha voglia di tornare ad essere regina d’Europa. La Roma ha bisogno di partire da questa consapevolezza, dalla consapevolezza che il Liverpool non regalerà nulla sul piano della concentrazione, perché dalle parti di Anfield sono affamati di trofei prestigiosi. La Roma ha bisogno di sentirsi inferiore per poter dare più del 100%. Solo in questo modo la storia più essere riscritta. Dare tutto, perché per coloro che nel 1984 c’erano non è detto che il destino intenda regalare una terza opportunità.

QUEL TRENO – Nel bel film di Delmer Daves, ed anche nell’altrettanto bel remake di James Mangold, alla fine Dan Evans ci lascia le penne, ma riesce a portare il manigoldo gentiluomo Ben Wade sul treno che lo porterà (o meglio, che avrebbe dovuto portarlo) a Yuma. Tolta la parte tragica, rimane il cammino complicato di chi sa che, ad ogni incrocio, l’ostacolo possa rivelarsi insormontabile. Però poi mica è detto che sia davvero tale. Peggio del Barcellona proprio non ci si poteva immaginare; il pallone, sferico davvero, ha sentenziato in maniera diversa. Se la Roma arrivi a Kiev è impossibile dirlo adesso, e conoscendo la Roma sarà impossibile fino all’ultimo secondo della partita di ritorno. Zaino in spalla e via, che la stazione è vicina, e l’ostacolo non deve far paura.

In bocca al lupo.

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