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Barcellona, è davvero la fine di un’era?

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Il Barcellona viene eliminato dai quarti di finale di Champions League per il secondo anno consecutivo. E a farlo è ancora una volta una squadra italiana. Infatti, dopo la Juventus lo scorso anno, quest’anno è stato il turno della Roma. I giallorossi ieri hanno realizzato una vera e propria impresa sportiva, annichilendo i catalani, vincendo 3-0 e ribaltando il 4-1 dell’andata. Senza nulla togliere ai grandi meriti della squadra di Eusebio Di Francesco, grande protagonista di questa qualificazione, sono apparsi fin troppo evidenti le colpe dei blaugrana.

VALVERDE, MA CHE FAI? – Sul banco degli imputati non può non salire l’allenatore del Barcellona Ernesto Valverde. A non convincere della partita di ieri è stato innanzitutto l’atteggiamento tenuto in campo fin dal primo minuto. I catalani sono, per eccellenza, la squadra che ha fatto  del possesso palla il suo dogma principale. Ieri di questo non c’è stata davvero nessuna traccia. I blaugrana hanno giocato una partita totalmente difensiva, snaturando così le loro principali caratteristiche. Alla Roma è bastato un pressing alto e aggressivo per schiacciare e dominare gli avversari. E a questi ultimi non è nemmeno mancata la presunzione e l’arroganza di chi si sentiva di avere la qualificazione già in tasca dopo il 4-1 dell’andata. Ma già nel match di una settimana fa Messi e compagni non avevano impressionato più di tanto e il risultato era stato più che bugiardo.

MESSI DOVE SEI? – A mancare ieri è stato colui che è considerato il trascinatore per eccellenza del Barcellona, ossia Leo Messi. I suoi critici più acerrimi tendono a sottolineare come l’argentino si assenti nella partite fondamentali e che valgono una stagione. Va detto però che ieri è stata perfetta la difesa della Roma nell’annullare ogni tentativo della Pulce, che è stato praticamente evanescente. Il numero 10 dei catalani ha probabilmente pagato più di tutti l’atteggiamento difensivo della squadra e la serata no del suo gemello ispiratore Iniesta. Insomma, se i fantasisti non accendono la luce, il Barcellona stenta a decollare. E questo è chiaro fin da troppo tempo.

FINE DI UN’ERA? – Ma è davvero la fine di un’era? Sicuramente la seconda eliminazione consecutiva ai quarti è il segnale di una parabola inevitabilmente discendente. Non va però dimenticato che il Barcellona è oramai vicinissimo a vincere la Liga, avendo 11 punti in più sull’Atletico Madrid secondo in classifica. Quindi, quantomeno in Patria, i catalani continuano ancora a dettar legge. A mancare quindi sembra essere quella mentalità europea che aveva caratterizzato gli anni d’oro. I motivi possono essere cercati negli anni che passano per alcuni giocatori simboli (Messi e Iniesta), in alcune cessioni e addii (Neymar e Xavi) e in alcuni sostituti non troppo altezza (Dembele e Paulinho). Insomma, un mix che rischia di far sì che quanto accaduto ieri non sia solo una triste casualità.

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