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I più clamorosi errori arbitrali della storia della serie A

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Il contatto Iuliano-Ronaldo, uno dei clamorosi errori arbitrali della storia della serie A

Le dichiarazioni dell’ex arbitro Ceccarini sul famoso Juventus-Inter 1-0 datato 26 aprile 1998, hanno riaperto le polemiche tra bianconeri e nerazzurri sulla vicenda. «Se ci fosse stato il Var si sarebbe evidenziato che era fallo di sfondamento di Ronaldo e non calcio di rigore provocato da Iuliano» ha dichiarato Ceccarini. Quel contatto è passato alla storia della serie A, ma non è l’unico che abbia fatto discutere.

Ripercorriamo un po’ la storia degli altri episodi controversi che hanno contraddistinto il nostro campionato. in molti di essi è coinvolta la Juventus, ma ce ne sono stati altri che hanno causato polemiche.

Il fuorigioco di Turone (1981)

Se ad un romanista chiedi da dove nasce il suo odio per la Juventus, in nove casi su dieci ti risponderà «per il fuorigioco di Turone». I fatti risalgono al 10 maggio 1981. Si gioca Juventus-Roma al Comunale di Torino. Le due squadre sono in lotta per lo scudetto in un appassionante testa a testa. A 18 minuti dalla fine, con i bianconeri in 10 per l’espulsione di Furino, c’è un lancio dalla trequarti di Bruno Conti per Pruzzo a centro area. L’attaccante giallorosso anticipa Prandelli e di testa rifinisce in avanti dove ci sono due compagni pronti a ricevere. Il primo ad avventarsi sulla palla è Turone che colpisce di testa e segna. Anzi, no. Il guardalinee Soncini, infatti annulla, tra l’incredulità dei giallorossi. La gara termina 0-0. La Roma perde lo scudetto, anche se non a causa di quella partita. La beffa, però, rimane. Ad oggi nessuno è riuscito a stabilire se il gol di Turone fosse da annullare o meno.

Sceneggiata napoletana (1990)

E’ l’8 aprile 1990 e a Bergamo si sfidano Atalanta e Napoli. In questo caso non si tratta di un errore arbitrale in sé, ma di un fatto un po’ particolare. La formazione di Bigon è in lotta con il Milan per lo scudetto ed è distanziata di due punti. Il match con i bergamaschi non si sblocca, ma, al minuto 32 della ripresa avviene il fattaccio. A gioco fermo con i calciatoi che parlano con l’arbitro Agnolin, una moneta da 100 lire colpisce in testa Alemao. Il brasiliano non sembra essersi fatto nulla, ma ad un tratto si accascia al suolo preso, sembra, da indicibili dolori. Alla fine, si scoprirà che, Carmando, il massaggiatore del Napoli, mentre lo curava (o faceva finta) gli ordinò un chiaro «stai giù» mentre il brasiliano cercava di rialzarsi. L’Atalanta perde 2-0 a tavolino, il Napoli aggancia il Milan e si avvia a vincere il suo secondo scudetto.

Rapajc imita Maradona (1997)

E’ il 6 aprile 1997 e, allo stadio «Renato Curi» si disputa la sfida tra i padroni di casa e il Napoli. L’arbitro è Nicchi, attuale direttore dell’Aia. Aglietti porta in vantaggio i partenopei. Al 15’ della ripresa, su un calcio d’angolo di Kreek, Rapajc sul secondo palo, colpisce la palla con la mano e segna. Tutti si aspettano che l’arbitro annulli, invece, incredibilmente, convalida. Segue una rissa di 5 minuti che non serve ad altro che a peggiorare l’immagine del match. Perugia-Napoli finisce 1-1 tra le polemiche. Il giorno dopo la Gazzetta assegna a Rapajc il voto più basso mai dato ad un calciatore: 1.

I complimenti dell’Avvocato (1998)

Il 1998 non è ricordato solo per il contatto Ronaldo-Iuliano. C’è un altro episodio chiave da tenere a mente. E’ il 19 aprile 1998 e allo stadio «Castellani», l’Empoli riceve la Juventus. I bianconeri faticano ad avere ragione dei toscani, ma, grazie ai cambi di Lippi, vanno in vantaggio al 69’ con Pecchia. Otto minuti dopo, però, su cross dalla destra di Lucenti, Biancone colpisce di testa da pochi passi. Peruzzi, colto in controtempo, con un colpo di reni riesce a smanacciare fuori il pallone. Peccato, però, che la sfera sia entrata di circa 20 centimetri. L’arbitro Rodomonti non se ne avvede e, dunque, il risultato rimane sullo 0-1 senza più cambiare.
Tempo dopo, Peruzzi ricoderà l’episodio con queste parole: «Dopo quell’ Empoli-Juve mi chiama l’Avvocato Agnelli: “Forse quella è stata la parata più bella che lei ha fatto alla Juventus”. In realtà avevo preso gol. In quel momento non me ne resi conto, io mi girai e chiesi a quelli della Croce Rossa dietro la porta: risposero che era entrata di 20 centimetri. Volevo dire tutto a fine partita, non andai io in conferenza stampa».
Sette giorni dopo quell’episodio, ci sarà il contatto Ronaldo-Iuliano.

Zauri diventa portiere (2005)

Penultima giornata del campionato 2004/2005, al Franchi si disputa Fiorentina-Lazio. La gara termina 1-1, ma un’ombra gigantesca pesa sul match. E’ il 30’ quando un tiro di Miccoli viene deviato da Peruzzi sulla traversa. La palla torna in campo e arriva a Jorgensen che calcia di esterno destro dal limite dell’area a botta sicura. Zauri, però, si sostituisce al portiere e manda in angolo con la mano. Anche in questo caso a nulla servono le proteste dei viola. L’arbitro era Rosetti e il guardalinee Pisacreta. Il risultato era già di 1-1 e non cambierà più. La Fiorentina, che era in lotta per non retrocedere, riuscì a salvarsi comunque a scapito del Brescia, ma, quell’episodio rimane uno dei più controversi degli ultimi anni. Curiosamente, tre anni dopo Zauri passò alla Fiorentina e, in occasione della presentazione, ammise pubblicamente il suo errore.

Il tuffo dell’ex (2007)

Per tanti episodi a favore della Juventus è giusto citarne anche uno clamoroso contro. E’ il 26 ottobre 20007 e al San Paolo va di scena Napoli-Juventus. Azzurri e bianconeri sono riemersi dalla serie B proprio quell’anno. Dopo un primo tempo equilibrato, terminato a reti bianche, nella ripresa la partita viene decise da due clamorose topiche dell’arbitro Bergonzi. Sul risultato di 1-1 per il botta e risposta tra Del Piero e Gargano, l’arbitro concede un rigore fantasma di Chiellini su Lavezzi. Il difensore colpisce nettamente il pallone e nessuno protesta. Bergonzi, però, tra lo stupore anche degli azzurri, indica il dischetto. Domizzi trasforma e porta in vantaggio il Napoli. L’episodio più clamoroso, però, deve ancora avvenire. Al 25’  Zalayeta va in percussione centrale, Buffon si tuffa, non c’è nemmeno contatto con l’ex di turno che compie un autentico tuffo carpiato. L’arbitro indica ancora il dischetto tra le proteste veementi dei bianconeri. Domizzi batte nuovamente Buffon. La Juve prova per una volta sulla propria pelle il sapore dell’ingiustizia.

Muntari e il gol fantasma (2012)

E’ il 25 febbraio 2012. Il Milan di Allegri e la Juventus di Conte si stanno giocando lo scudetto e si sfidano a San Siro. I bianconeri sono ancora imbattuti e lo rimarranno fino a fine stagione. A Milano, però, vanno vicinissimi al ko. Nocerino, infatti, porta in vantaggio i rossoneri al 14’. Dieci minuti dopo avviene il fattaccio. Su un angolo dei rossoneri, Muntari devia di testa in porta e Buffon respinge ben oltre la linea. Tutti gridano al gol, ma l’arbitro Tagliavento fa proseguire tra l’incredulità dei rossoneri e dei suoi tifosi. Al’83’ Matri fissa il pareggio. Quella partita, però, rimane il simbolo delle «malefatte bianconere post Calciopoli».

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