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Ringhio c’è: il Diavolo veste Milan e vede la Champions

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Ringhio Gattuso ha compiuto il miracolo. Il primo, è stato quello di far ricredere gli scettici circa le sue effettive qualità da allenatore. Per carità, chi nutriva dubbi ne aveva ben donde, viste le non esaltanti precedenti esperienze del tecnico calabrese.

Dal Sion al Palermo fino al Pisa, quest’ultima tappa tormentata ma l’unica davvero convincente nonostante tutto. L’arrivo poi al Milan e alla Primavera è sembrato per tanti quel passo indietro definitivo che suonava come un ridimensionamento per la sua carriera da allenatore, una presa di coscienza dello stesso che in realtà, in pochi mesi, avrebbe smentito e sorpreso anche se stesso.

Per i più maliziosi tutto era stato previsto e calcolato dalla dirigenza, mettendosi in casa un’alternativa pronta all’esonerato Montella. L’inizio è stato disastroso, i critici sono tornati alla ribalta e Gattuso è finito nel mirino, mettendosi in discussione per primo quando affermò che “dovessi perdere il derby in Coppa Italia meriterei di andare a casa”. Le sconfitte con Verona e soprattutto il pari col Benevento: addirittura si rimpiangeva il contestatissimo Montella.

Ora, nelle ultime 12 partite, sono arrivate ben 8 vittorie con 3 pareggi e per otto volte la porta inviolata. Nel frattempo, una semifinale di Coppa Italia conquistata con due risultati su tre per volare in finale e gli ottavi di Europa League da giocarsi a viso aperto in un grande doppio confronto con l’Arsenal. Il merito di Ringhio, al di là dello stereotipo di grinta e determinazione trasferiti alla compagine rossonera, ha saputo ridare un senso tattico e soprattutto una condizione fisica eccellente alla squadra.

Il prossimo derby può segnare il via ad una remuntada che avrebbe dell’incredibile: dovessero vincere i rossoneri, si porterebbero a -4 dai cugini, distanti 16 punti poche settimane fa. Un tour de force terribile per i Diavoli, che hanno vinto a Roma ieri, giocheranno con la Lazio mercoledì e poi in quattro giorni se la vedranno con Inter e Arsenal.

Una dieci giorni che dirà praticamente tutto sulla stagione del Milan. Fondamentale, aspetto non secondario, anche per il futuro societario ed economico della squadra. Nel frattempo, delle scuse al buon Ringhio, sono dovute.

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