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Da Bruno Peres a Bruno Ceres. E se la ruota fosse girata?

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Da Bruno Peres a Bruno Ceres. Ma adesso un ultimo treno

Ultimissimi scampoli di Shaktar Donetsk-Roma. Al termine di un secondo tempo in cui dire che abbiano sofferto significa usare un eufemismo, i giallorossi stanno portando a casa una sconfitta che lascerebbe apertissima la qualificazione. Senza motivo alcuno, la squadra di disunisce all’improvviso, quando manca una manciata di secondi al triplice fischio. Palla dentro, Facundo Ferreyra colpisce a botta stra-sicura, pronto ad esultare per la rete del 3-1. Poi, il gambone. Non si sa se a caso, per fortuna (ma non è sufficiente come sostantivo) o per riflessi prodigiosi; fatto sta che Bruno Peres salva partita e forse qualificazione, sostituendosi ad Alisson meglio di quanto avesse fatto sostituendo Florenzi.

UN EUROSTAR DIVENUTO REGIONALE- La storia di Bruno Peres è abbastanza nota. Ottimo esterno a Torino, sale agli onori della cronaca dopo una rete disumana contro la Juventus. La Roma lo acquista nell’estate del 2016, pagandolo come un campione. Nella capitale, il brasiliano si ambienta anche troppo bene. Arrivato per emulare le gesta di Cafù, si rivela un calciatore totalmente inadatto alle ambizioni del club, tanto che Florenzi, ex tuttofare, diventa stabilmente terzino destro, visto che i suoi cross, pur discretamente imprecisi, almeno non attentano costantemente alla vita di steward e fotografi.

PIU’ INCIDENTI CHE GOL- Le voci dicono che Bruno Peres a Roma stia benissimo; egli stesso ha rifiutato un trasferimento a gennaio per “amore verso i tifosi”, anche se questa cosa non è che sia stata digerita benissimo dai tifosi. Così, Peres è diventato Ceres, forse perché, pare, la movida romana non gli dispiaccia. Voci, comunque. Sicuramente verità, invece, il fatto che in un anno e mezzo abbia messo in fila più incidenti con la macchina che gol (che sono pure di più degli assist), rivelandosi non esattamente l’aratore di fasce che la Roma sperava di aver acquistato.

ULTIMO TRENO?- La retorica delle porte girevoli è stata usata e abusata, quindi, ne approfittiamo pure noi, che non siamo né migliori, né peggiori di altri. A Kharkiv, Bruno Peres ha dato il primo vero segno di vita alla squadra, salvando una rete praticamente certa e dando ancora una buona speranza alla Roma in vista del ritorno. Probabilmente, il brasiliano tornerà a scaldare la panchina come spesso gli è accaduto, ma è bello poter pensare che il destino gli abbia offerto un ultimo treno. Chissà che non conquisti lui, finalmente, l’amore dei tifosi. Almeno per una birretta.

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