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Raiola sfida Mendes: undici a confronto

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Mino Raiola e Jorge Mendes

Scontro fra titani, Jorge Mendes contro Mino Raiola. Sono senza ombra di dubbio i padroni del calcio, parlando esclusivamente dal punto di vista di agenti e procuratori. Eppure, la loro influenza è giunta a livelli così alti da spesso entrare di diritto nelle dinamiche delle società stesse in tema di mercato e strategie economiche.

Non è infatti insolito vedere squadre anche di altissimo livello comporsi di gruppi di giocatori appartenenti a l’uno o l’altro agente, anche muovendosi in massa come vagoni dello stesso treno. La storia di Maxwell e Ibrahimovic, scuderia Raiola, è emblematica: Ajax, Inter, Barça e Psg uno dietro l’altro per entrambi.

La formazione di Raiola è certamente la più sbilanciata verso l’attacco, al tempo stesso anche la più folle: un tridente da matti con Ibrahimovic e Balotelli in supporto al gigantesco Lukaku, volato questa estate allo United, non a caso con già presenti Zlatan e Pogba, punta di diamante dell’agente di origini italiane. Qui, di passaggio, anche Mikhitarian, mentre alla Juve il buon Mino ha portato Matuidi e sempre più con insistenza si parla di Bonaventura, non a caso.

Sempre allo United, per ora, milita Darmian: ma è in porta che Raiola sferra l’asso nella manica, il discusso Donnarumma, che la prossima estate è pronto a stravolgere il mercato.

Mendes può rispondere con due pezzi da 90, a differenza di Raiola sin dalla panchina, con Josè Mourinho. E’ un altro portoghese il simbolo della sua scuderia, parliamo ovviamente di Cristiano Ronaldo supportato nell’undici virtuale da Diego Costa e Di Maria.

Qualche metro più dietro la classe infinita di James Rodriguez e Bernardo Silva, per una formazione decisamente più sudamericana rispetto a quella del rivale di settore. Più dietro dominano i lusitani Pepe e Ederson, questa estate volato al City, fortemente voluto da Guardiola.

Pezzi da 90, in mano a due soli procuratori: lo specchio di una società che vede gran parte della ricchezza in mano a pochi, anzi, pochissimi fortunati.

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