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Luciano Spalletti: un uomo solo al “comando”

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spalletti panchina

Luciano Spalletti  sempre più solo. Lo è l’Inter, all’interno di un ambiente depresso e vicino alla follia, come candidamente ammesso dallo stesso tecnico di Certaldo ad un gruppetto di tifosi, inconsapevole di essere intercettato.

Con la sconfitta patita in casa del Genoa è caduto nella stessa media punti totalizzata dai pessimi De Boer e Pioli nella fallimentare scorsa stagione nerazzurra. Un epilogo impensabile sino al 3 dicembre, quando l’Inter schiantava con un netto 5-0 il Chievo volando una settimana dopo allo Stadium contro la Juve da capolista, uscendone indenne.

Da quel momento il nulla, con una sola vittoria nelle ultime dieci uscite, quella raggiunta due turni fa contro il Bologna grazie alla perla del giovane Karamoah. Nel frattempo la beneamata è passata da prima a potenziale quinta, dovesse arrivare la vittoria prevedibile della Lazio questa sera all’Olimpico, contro un devastato Verona.

Anche lui adesso è in bilico, dopo essere stato immune da sempre alle critiche giunte da ogni parte. E non può che essere così, nonostante sia palese che il problema dell’Inter sia da anni tutto, meno che la guida tecnica. Dalla dirigenza alla società, ad un parco giocatori che non ha mai visto la professionalità andare di pari passo col talento.

Oggi è un’Inter allo sbando, quasi fuori da quella zona Champions League che sembrava almeno certa, coltivando per quattro mesi sogni da Scudetto. E pure quei cugini che si guardavano con ghigno beffardo non sono più così lontani, dopo aver più che dimezzato il divario in classifica. Se a tutto ciò si aggiunge un mercato da mani legate per il blocco investimenti in Cina patito da Suning, il futuro diventa ancor più destabilizzante del già ballerino presente.

E al buon Luciano tocca pure fare da mestrino delle medie fra i croati e Icardi che bisticciano sui social, Wanda che spinge per il rinnovo e parte dello spogliatoio che spinge per la cessione della fascia dal braccio tatuato e griffato dell’argentino a quello di Miranda.

Mancano ancora tante giornate, eppure il futuro di Spalletti sembra già scritto. Che rimanga o no, il mercato non promette nulla di buono, i risultati pure. Un’agonia da cui nemmeno il sarcasmo toscano sembra poter uscire vincente.

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