Massimiliano Riverso

Gli investimenti cinesi causano una fuga di talenti?

Gli investimenti cinesi causano una fuga di talenti?
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Negli ultimi anni molte squadre cinesi, fino a poco tempo fa praticamente sconosciute, hanno acquisito un’importanza sempre maggiore nel mondo del calcio. Un’importanza dovuta non tanto ai risultati ottenuti sul campo, quanto piuttosto agli elevati investimenti messi sul piatto per comprare giocatori stranieri. Cifre stratosferiche che vengono usate per convincere molti player di prima fascia a trasferirsi all’ombra della Grande Muraglia. E, da notare, se all’inizio erano solo giocatori di età avanzata, ultimamente vanno a giocare in Cina anche calciatori nel pieno della loro carriera.

Quasi la metà dei dieci giocatori più pagati al mondo milita nel campionato cinese, la Chinese Super League. Il primo posto è occupato da Carlitos Tevez, ex-attaccante della Juventus, che dal 2016 gioca nello Shanghai Shenhua per la cifra record di 38 milioni a stagione, cioè circa 77 euro al minuto. Un pioggia d’oro che lo ha reso, al momento del tesseramento, il giocatore più pagato in assoluto per quanto riguarda l’ingaggio (se si aggiungono le sponsorizzazioni, a primeggiare è invece Cristiano Ronaldo). Sul terzo gradino del podio un altro giocatore acquistato da una squadra cinese, lo Shanghai SIPG: si tratta del brasiliano Oscar, che a fine 2016 ha firmato un contratto da ben 24 milioni a stagione. Nello stesso club di Shanghai milita anche il sesto giocatore più pagato nel 2017, il brasiliano Hulk, che percepisce 20 milioni all’anno. C’è anche un po’ di Italia nella “top ten” dei super-stipendi del calcio, con la nona posizione di Graziano Pellè, in forza allo Shandong Luneng per 16 milioni a stagione.

A far parlare non sono solo gli stipendi dei giocatori, ma anche le cifre pagate ai club europei e sudamericani per i trasferimenti. Cifre record, ovviamente. Oscar è stato ceduto dal Chelsea al già citato Shanghai SIPG per 60 milioni di euro, Hulk dal San Pietroburgo per 55 milioni, mentre Alex Teixeira è stato venduto dallo Shakhtar allo Jiangsu Suning per 50 milioni (e 10 milioni di ingaggio). Anche fuori dal podio dei trasferimenti record troviamo cifre importanti: Jackson Martinez è passato dall’Atletico Madrid al Guangzhou per 42 milioni, Ramires dal Chelsea allo Jiangsu Suning per 28 milioni, mentre Gervinho dalla Roma all’Hebei Fortune per 18 milioni.

La pioggia di milioni cinesi spesso si rivela un vero e proprio “toccasana” per le casse delle società europee, sempre più indebitate. È il caso, ad esempio, del Bologna, che nel 2014 ha ottenuto circa 7 milioni di euro grazie al trasferimento di Alessandro Diamanti al Guangzhou. In questo modo i conti furono sistemati e gli stipendi, che non arrivavano da quattro mesi, furono pagati. Grazie ai soldi cinesi il Bologna evitò il fallimento.

Ma gli investimenti cinesi nel calcio europeo non si limitano ai giocatori, si estendono anche ai club. Stiamo parlando di squadre di vertice a livello mondiale, come ad esempio l’Inter e il Milan. Per quanto riguarda i rossoneri, i soldi freschi portati dal nuovo proprietario Yonghong Li – si parla di un aumento di capitale da 60 milioni e centinaia di milioni sotto forma di bond – sono serviti per investire nel calciomercato al fine di costruire un squadra vincente in Italia e non solo. L’obiettivo dichiarato è lo Scudetto e, anche il blog di 888sport ritiene che con i recenti acquisti i rossoneri siano sulla strada giusta per porre fine all’egemonia della Juventus, vincitrice del trofeo per sei anni di seguito.

Finora il Milan ha acquistato lo svizzero Ricardo Rodriguez e l’argentino Mateo Musacchio, entrambi per 18 milioni, l’attaccante portoghese Andrè Silva per 38 milioni, Calhanoglu per 22 milioni, l’esterno Andrea Conti per 24 milioni, Lucas Biglia per 17 e Leonardo Bonucci per 40 milioni. Quest’ultimo è considerato il vero colpo di mercato di quest’estate calcistica. Insomma, grazie agli investimenti provenienti dal Sol Levante la stagione 2017-2018 si annuncia decisamente competitiva e scoppiettante come mai negli ultimi anni.

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