Massimiliano Riverso

Lazio, la sorpresa che non ti aspetti

Lazio, la sorpresa che non ti aspetti
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Il grande miracolo targato Simone Inzaghi

8 luglio 2016. In pochi ricorderanno questa data con precisione. Ma questo è il giorno cui Marcelo Bielsa ha detto ufficialmente detto no alla Lazio. È questo il giorno in cui i biancocelesti hanno affidato la loro panchina a Simone Inzaghi. Nessuno probabilmente ci avrebbe scommesso più di tanto. Nemmeno la stessa società, che aveva infatti praticamente già mandato l’ex tecnico della Primavera a farsi le ossa in quel di Salerno. Ma ora, a quasi dieci mesi di distanza, tutto si è completamente ribaltato. I capitolini sono aritmeticamente ai gironi di Europa League e devono giocarsi una finale di Tim Cup. Insomma, i risultati hanno messo a tacere anche i più scettici. E qualcuno si è finalmente levato quella scomoda etichetta di fratello minore di Pippo.

Bel gioco, gruppo unito e determinazione: sono queste le principali caratteristiche della Lazio di questa stagione. E le goleade contro Pescara, Palermo e Sampdoria testimoniano che questa squadra è in grado di entusiasmare e di dare spettacolo. L’ha capito il pubblico, che è tornato a riempire gli spalti dell’Olimpico, per troppo tempo tristemente vuoti. E poi c’è stata l’apoteosi del derby, sia in Coppa che in campionato. Inzaghi ha compiuto una vera e propria impresa. I tifosi l’hanno ormai proclamato idolo e protagonista indiscusso di questa grande cavalcata. Proprio come Ciro Immobile, autore di 22 gol, e Keita, trascinatore dopo le polemiche estive.

Ma ora, come ogni degno percorso, c’è l’esame di maturità. La finale con la Juventus è una sorta di ultimo scoglio da superare per sentirsi grande. Difficile battere i bianconeri. Ma non impossibile. Magari la speranza è che la squadra di Massimiliano Allegri abbia una testa alla Champions League. Difficile pensarlo però. L’unica certezza è che alzare un trofeo rappresenterebbe la perfetta ciliegina sulla torta. La Lazio è stata la sorpresa che nessuno si sarebbe mai aspettato. E il suo nome in un albo d’oro renderebbe il tutto ancor più dolce.

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