Massimiliano Riverso
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La sindrome di ‘Crudeli’

Il desiderio di trasformarsi nel 'Crudeli' del futuro, con tutto il rispetto per il Crudeli statistico e non 'commentatore tifoso', l'avidità nel divenire un punto di riferimento per i tifosi da bar e da curva sta offuscando le menti di potenziali giornalisti/blogger con talento.

La sindrome di ‘Crudeli’
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Il primo derby made in China, o meglio il primo derby post Papi (ci mancherai Silvio!), si è chiuso alle calende greche (mitico Orsato) per la gioia dei rossoneri che hanno così festeggiato nel ‘tube‘ di San Siro un pareggio chiave per la corsa alla ‘Sfigat League‘.

Alle pose trionfali immortalate nei selfie scattati all’interno degli spogliatoi (sorbole hanno vinto un’altra Champions!), hanno fatto seguito gli ormai consueti social post di blogger e opinionisti rossoneri, sempre alla ricerca di un like o di una faccina per innalzare il proprio status personale di giornalisti tifosi.

Conosco più o meno bene molti di loro, alcuni hanno collaborato con la nostra redazione, altri hanno sempre lavorato su canali verticali ‘faziosi’, ma non riesco a spiegarmi come un’operatore dell’informazione possa raggiungere dei livelli così infimi di comunicazione. Raccontare quello che è successo in un match, significa per un giornalista raccontare il film della partita, le storie che si intrecciano, le emozioni che si vivono, le polemiche del post partita,  soprattutto in gare che racchiudono da sempre l’identità di una città come Milano e una rivalità ‘ironica’ come quella esistente da sempre tra Inter e Milan.

Il desiderio di trasformarsi nel ‘Crudeli’ del futuro, con tutto il rispetto per il Tiziano Crudeli statistico e non ‘commentatore tifoso’, l’avidità nel divenire a tutti i costi un punto di riferimento per i tifosi da bar e da curva sta offuscando la corteccia cerebrale di potenziali giornalisti/blogger con talento.

I social network vi stanno letteralmente divorando, bruciando il vostro cervello come un francobollo di LSD. Il declino della qualità informativa vi sta imponendo dei modelli da emulare di bassissimo livello, delle ‘icone’ destinate ad essere cestinate rapidamente nel dimenticaio della ‘rete’. Scrivere sui blog e postare sui vostri profili facebook con l’ossessione di essere un giorno un punto di riferimento dell’informazione sportiva, non vi porterà da nessuna parte.

Chi ha fatto la storia del giornalismo ha raccontato delle storie sfruttando la magia della scrittura, dove l’incastro delle parole trasformava le frasi in immagini e emozioni per il lettore, un giornalismo ormai distante anni luce da quello prodotto da tutti quei operatori della comunicazione affetti della sindrome di ‘Crudeli’.

Massimiliano Riverso

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