Orazio Rotunno
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I 5 “falegnami” del calcio: una storia fatta da eroi

Bastone e carota, non proprio. Scopriamo chi sono i peggiori "falegnami" del calcio, dalla faccia pulita. Comanda Chiellini

I 5 “falegnami” del calcio: una storia fatta da eroi
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Quante volte nelle partite di calcetto dei campi di periferia, o ancor meglio per strada, venivamo presi a legnate ed il secondo dopo ci vedevamo tendere una mano con la faccia mortificata per fingere al meglio delle ipocrite scuse. Anche questo, se non soprattutto, è calcio: botte da orbi, la legge del più forte, tutto è lecito. Dai campetti d’asfalto al Bernabeu il modus operandi è il medesimo, ma c’è chi vi riesce meglio di altri. Scopriamo la top five dei “falegnami” del calcio.

Thomas Gravesen: arrivò al Real Madrid nel pieno dell’era Galacticos, dei vari Beckam, Ronaldo, Zidane, Figo, Raul e Roberto Carlos. L’unico dei falegnami a macinare chilometri e a correre dietro gli avversari, molto spesso ben oltre il lecito. “Mad Dog” , “Grave Digger” , “Shrek” , “L’orco” sono solo alcuni degli straordinari nomignoli riservati al danese. Capello fu una volta costretto a metterlo fuori rosa dopo una rissa con Robinho.

Joey Barton: ha reso ancor più celebre lo straordinario telecronista Sky Massimo Marianella, con un monologo di tre minuti durante i quali elencò tutti i precedenti penali del calciatore più folle del nuovo millennio in Premier. Uno che ha vissuto il carcere più volte, che picchiò Dabo, capace di mostrare le chiappe al vento più di una volta pubblicamente e di scatenare risse come fosse nulla. La cosa più dolce che ha fatto è mimare ad Ibra il gesto di Pinocchio.

Vinnie Jones: ha fatto l’attore in Guy Ritchie, dove sparava all’impazzata e spaccava crani. Ecco, più o meno in campo, con le dovute proporzioni, faceva questo. Dodici espulsioni in carriera, una strizzata di palle a Gascoigne ed una Fa Cup leggendaria vinta col Wimbledon Fc contro il Liverpool nel 1988. E quella squadra, manco a dirlo, venne ribattezzata come Crazy Gang.

Claudio Gentile: da quel giorno, oggi si dice “come Gentile su Maradona”. Erano i quarti di finale dei Mondiali 1982, lo stopper azzurro marcava in maniera asfissiante, per usare un eufemismo, Diego Armando Maradona. Il giocatore più forte della storia quella partita la sogna ancora oggi di notte, per tutte le botte che prese. Il bello è che oggi Gentile avrebbe terminato il match al terzo fallo dopo 10 minuti. Su youtube le immagini si commentano da sole, per la loro “strabiliante ignoranza calcistica”.

Giorgio Chiellini: è il n.1, indiscusso. Non lo è solo per le legnate costantemente rifilate a tutti gli avversari con tanto di scippo della folta chioma di Cavani in un Napoli-Juve di anni fa, quanto per l’irritante finto buonismo che lo contraddistingue. Perché qualsiasi cosa accada, il “Re dei falegnami” è sempre pronto a mostrare il sorriso smagliante ed il braccio tendente all’avversario appena decapitato. Fateci caso.

E ridateci Materazzi.

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