Massimiliano Riverso
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“Avete rubato… robo!” (“Epica remuntada con robo”)

Il Barcellona è ancora una volta nella storia. epica a livello statistico, ma epica anche a livello di torti arbitrali. Un "robo" di dimensioni epiche

“Avete rubato… robo!” (“Epica remuntada con robo”)
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Il Barca va oltre l’incredibile“, titola la Gazzetta dello Sport. “Barcellona Epico“, titola il Corriere dello Sport. “El Barça entra en la historia“, titola il portale spagnola As.com. “Epica remuntada con robo” è invice il primo titolo che viene in mente.

Ho vissuto da vicino tutta la gara, fianco a fianco con i tifosi del Barcellona all’interno di un bar di Gracia, quartiere a nord della zona turistica della Ciudad Condal. L’atmosfera è quella delle grandi occasioni, anche se la sobrietà tipica dei catalani rende l’atmosfera alquanto gelida e non comparabile alla preview di un derby capitolino o di un derby d’Italia. Suarez sblocca subito la gara, un gollonzo di Iniesta a metà del prima tempo (grazie alla complicità di Kurzawa in fase ‘Mai dire Gol’) conferma l’oracolo di Luis Enrique, che in rueda de prensa aveva ipotizzato la possibilità di segnare sei gol al Psg. A quel punto, vedendo l’atteggiamento degli uomini di Emery, mal disposti in campo e intimoriti come dei conigli, inizio a credere anche io nella remuntada, pronosticando un 6 a 1 finale.

Los yayos seduti accanto al mio tavolo improvissamente si destano dal torpore e iniziano ad eccitarsi, come se la cameriera sudamericana avesse dato loro delle ‘pillole blu’ insieme alla cerveza, prima di servire una tapa di patatas bravas. Di fútbol non capiscono un fico secco, come la maggior parte degli iberici e dei tifosi accecati dall’amore nei confronti della propria squadra. Prima di tradurre in spagnolo, commento in gergo calabrese “chissi si stanno cacando en curiu“, il vecchietto accanto a me mi guarda stranito e gli spiego in spagnolo che “i giocatori del Psg si stanno cagando addosso e rischiano seriamente di finire fuori dalla Champions”.

Fumata una sigaretta, inizia il secondo tempo. Dopo l’ennesima sceneggiata di Suarez con il nostro Verratti, i fari delle ribalta passano sull quaterna arbitrale. Mounier cade come un brocco e quel ‘piscinero’ di Neymar con astuzia si procura un rigore che in Italia non fischierebbero nemmeno con un coltello alla gola, altro che Juve o Roma. 3-0 al Camp Nou e palla al centro. Passano pochi minuti ed un golazo di Cavani sembra marcare il ‘de profundis’ per il Barcellona. Improvvisamente il silenzio avvolge il bar e si rischia il dramma popolare nella occasione divorata da Cavani.

Barcellona - Psg: l'esultanza di Edinson Cavani

Il finale è epico e molti lo racconteranno al prossimo come un’impresa titanica, io invece lo ricorderò come uno dei momenti più imbarazzanti della storia del calcio europeo. Il mio essere educato al calcio italiano, mi porta ad analizzare le gare a 360° e il fattore arbitro spesso pesa pesantemente sul risultato finale. Mascherano tocca con un braccio un pallone filtrante del numero 23 del Psg, non è rigore ma se comparato al tuffo carpiato di Neymar si può fischiare senza indugi. El Jefe all’85’ tocca Di Maria da tergo, è rigore come dichiarato nel post-gara dallo stesso difensore argentino, ma l’arbitro e il suo collaboratore continuano il loro show personale non segnalando il penalty per i parigini. Pochi minuti dopo Neymar dipinge una punizione che lascia attonito il goffo portiere parigino, nella notta più nefasta della propria carriera agonistica. Alcuni degli umarell catalani rimasti al mio fianco riprendono vita e iniziano ad attaccarmi per i miei commenti sulle decisioni arbitrali, giusti secondo il loro metro di giudizio tutto fazioso. Il rigore che porterà il Barsa al 5 a 1 è l’apoteosi del furto a mano armata, Suarez si tuffa come Greg Luganis in area e l’arbitro tedesco per l’ennesima volta cade nella trappola del cast blaugrana. Psg colpito e affondato.

Il coupe de grace porta la firma di un canterano, l’incredulo Sergi Roberto, che a pochi secondi della fine, precisamente venti, mette la palla alle spalle di Trapp con un tap-in che dimostra per l’ennesima volta la cazzonaggine di una squadra venuta al Camp Nou per essere sodomizzata dal Barcellona. Pochi istanti dopo l’arbitro decreta la fine del match.

I tifosi del bar esultano in maniera pacata, strano, anzi stranissimo per un italiano purosangue come me (io avrei spaccato i tavoli). Il Barcellona è ancora una volta nella storia. epica a livello statistico, ma epica anche a livello di torti arbitrali. Come commentavo sulla wall del mio profilo, una conduzione arbitrale del genere in Italia avrebbe dato in pasto a noi giornalai temi per cinquant’anni di guerra mediatica, ma il Barcelona non è la Juve e gli amanti di questi sport si masturbano con le imprese dei blaugrana.

Non sono blancos (ieri ho sofferto da morire nel vedere il Napoli soccombere e i commentatori della tv spagnola spalare merda sul calcio italiano), sono solo obiettivo, Luis Enrique e i suoi uomini hanno fatto la storia ieri notte al Camp Nou,Unay Emery e ‘i suoi conigli’ hanno fatto la storia ieri notte al Camp Nou, ma l’arbitro Deniz Aytekin è stato l’X-Factor che ha reso questa impresa possibile, epica in tutte le sue sfaccetture soprattutto quelle del furto a mano armato.

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