Orazio Rotunno
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Radja Nainggolan, il Ninja e le altre tartarughe

Il miglior centrocampista del mondo è l'evoluzione 2.0 dei centrocampisti totali degli anni '90 ed inizio nuovo millennio.

Radja Nainggolan, il Ninja e le altre tartarughe
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Negli anni ’70 l’emblema del centrocampista era incarnato dalla leggendaria staffetta Rivera-Mazzola. Poi è stata l’epoca di Rijkaard e Mattheus, seguita dai motorini a due gambe rappresentati da Ancelotti e Conte. La prima decade del duemila è stata per tutti quella dei due inglese, Lampard e Gerrard, capaci di riscrivere il prototipo del centrocampista totale con caratteristiche fra loro simili, ma assolutamente uniche nel panorama mondiale precedente. Oggi proprio l’Italia propone centrocampisti modello, capaci di suscitare invidia ed ammirazione nel Vecchio Continente fra i maggiori club del mondo: uno è a 5 gol da Maradona ed ha fatto una scelta di vita ammirevole, l’altro ha fatto due buchi nella rete di San Siro domenica scorsa.

Radja Nainggolan è in questo momento il miglior centrocampista del mondo, senza dubbio. Davanti a Pioli domenica, allenato da Spalletti, un cerchio che si chiude. Perché fu proprio il tecnico oggi all’Inter a lanciare il belga nel Piacenza: era un terzino. Oggi, con caratteristiche del tutto uniche, è diventato leader di uno e più reparti: lo trovi ovunque, con un dinamismo ed una lucidità spaventosa. Indice di una preparazione fisica eccellente, ovvio, ma anche di una crescita mentale che lo ha portato ad essere decisivo in ogni centimetro di cosa e zona occupata.

Il suo alter-ego, almeno in Serie A, è Marek Hamsik. Da centrocampista è a sole 5 marcature da Maradona, un dato che la dice lunga sulla capacità di questo giocatore di essere determinante ben oltre le competenze di reparto. Leadership, sapienza tattica e tecnica pregiata: negli anni ha arretrato la sua posizione non perdendo nulla della sua prolificità.

La strada che sembra sia stata presa in Europa è più vicina ad un centrocampista totale in stile Gerrard-Lampard, che anni ’70. In un calcio sempre più eclettico, totale e globale, risulta determinante possedere caratteristiche versatili. Ne sono prova i giovani emergenti: da Dele Alli del Tottenham a Tielemans dell’Anderlechet, giganti di corsa e tecnica. Una figura rilanciata da Pogba, che quanto a capacità tattica mostra ancora delle lacune che con Mourinho potrebbe colmare.

Intanto l’Italia si gode il miglior esempio di centrocampista 2.0 al mondo.

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