Orazio Rotunno
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Ran-Ieri goodbye: c’era una volta il Leicester

L'ingratitudine nel mondo del calcio si arricchisce di un nuovo, inquietante capitolo. Claudio Ran-Ieri non è più l'allenatore del Leicester

Ran-Ieri goodbye: c’era una volta il Leicester
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Claudio Ran-Ieri viveva in campagna, in un umile podere popolato da pecore e caprette. Nessuno lo poteva raggiungere perché avvolto da alberi alti e grossi. Un giorno ciascuna di quelle robuste radici veniva abbattuta dal gregge guidato da un pastore umile e temprato da anni di belle favole e dolorose sconfitte. Non ne rimaste più uno, di quegli arbusti: ora quella campagna aveva un ranch che tutti guardavano con ammirazione, pecore diventarono lupo ed il pastore rimase tale, ma solo un po’ più fiero.

Oggi, quella fierezza e quel miracolo che aveva fatto credere nuovamente nelle favole, è svanito. Il pianeta Terra, che ha recentemente scoperto 7 nuove sorelle, riscopre la faccia più brutta di se, quella cinica e materialista. Solo 7 giorni fa un comunicato ufficiale che confermava Claudio Ran-Ieri alla guida di quella squadra che divenne l’argomento più discusso ed amato nel mondo sportivo: “the kiss of death” dicono in Inghilterra i tabloid, così è stato.

Vero, la squadra rischia la retrocessione, è fuori dalle coppe nazionali ed è stata sconfitta nell’andata di Champions League, pur con un risultato recuperabile. Se però Vardy ha segnato 2 gol nelle ultime 26 partite, è proprio colpa di Ran-Ieri? Se gli è stato tolto Kanté, faro di quella magica squadra, se Mahrez è l’ombra di se stesso forse già con la mente in altri lidi, se sul mercato la valanga di soldi incassati fra sponsor, botteghini, merchandising ed accesso alla Champions League sono stati investiti solo su Slimani?

La riconoscenza nel calcio non esiste, non lo scopriamo oggi, ma ricordarlo con l’esonero dell’uomo dei sogni è doloroso. Il Leicester non aveva mai vinto nulla nella sua storia, probabilmente non vincerà mai più nient’altro, dopo Ran-Ieri: l’avventura di Claudio si chiude così, con il brusco risveglio dall’unico momento in cui l’allenatore romano si era davvero sentito un vincente, apprezzato e stimato, dopo anni di imprese con le piccole e secondi posti con le grandi.

A perderci è l’immagine che era ormai parte della collettività calcistica. L’idea che il Leicester fosse un’isola felice, incontaminata e destinata a rimanere così per sempre. Oggi la riscopriamo per quel che brutalmente è, un’azienda calcistica guidata da una proprietà thailandese, che ha incassato un trofeo impensabile ed una valanga di money.

Claudio Ran-Ieri, qualunque cosa farà da domani, è e resterà quel pastore di campagna che ha guidato un gregge di pecore fra una mandria di leoni come fossero leoni in un gregge di pecore. Senza dimora, ma con sopra il petto il marchio del più grande miracolo calcistico di tutti i tempi.

 

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