Orazio Rotunno
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Veltman, l’ultimo sfigato: le sceneggiate del calcio

Il pessimo gesto del giocatore dell'Ajax Veltman è solo l'ultimo di una lunga serie di protagonisti incapaci di rispettare i valori di sportività nel calcio

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Un giocatore avversario rimane a terra per infortunio, l’ala dell’Ajax, tale Veltman, con la mano fa segno di voler attendere che si rialzi mostrando sportività per il malcapitato, macché. Una finta e si invola verso la linea di fondo e mette in mezzo, lasciando di sasso il povero terzino che si era fermato fidandosi del buon cuore di Veltman.

E’ solo l’ultimo dei gesti ignobili nel mondo del calcio, sfociati nella violenza o nell’antisportività. Simulatori, rissosi, provocatori: l’avvento delle telecamere che ormai circondano e raggiungono ogni angolo del rettangolo verde rendono impossibile la possibilità che qualsivoglia gesto sfugga all’attenzione.

Il più celebre della storia è senza dubbio la Mano di Dios, alzata da Maradona in un match paradossale, che vide firmare il gol più antisportivo e più bello nella storia del calcio. Era Argentina-Inghilterra, uno scontro che viveva ancora nella memoria della fresca guerra fra i due Paese e che fu deciso dal più carismatico e talentuoso dei giocatori che abbia mai indossati degli scarpini.

Una mano ancor più crudele pose fine ad una meravigliosa favola nel 2009. Playoff per accedere ai Mondiali in Sudafrica, Francia-Irlanda: allo scadere Henry mette in rete la palla con un evidentissimo fallo di mano. Sarà il gol che darà il là alla qualificazione dei transalpini ai Campionati del Mondo, interrompendo il sogno della Nazionale di Trapattoni.

Se si parla di Mondiali è obbligatorio citare la testata di Zidane, che ha rappresentato (nonostante ufficialmente nessuno lo abbia mai ammesso) l’inaugurazione della moviola in campo. Nessuno vide, tranne il monitor di un ufficiale a bordo campo, certo non adibito alla Var che sarà introdotta solo 10 anni dopo.

Il Mirror ha inserito fra le sceneggiate più antisportive di sempre il finto colpo subito da Busquets nella semifinale di Champions League del 2010 fra Barça ed Inter: Thiago Motta non colpisce lo spagnolo con una gomitata, quest’ultimo finisce a terra e con le mani sporge l’occhio per accertarsi che l’arbitro prendesse provvedimenti. Ingenuamente dimentica che non siamo negli anni ’60 ed il mondo intero lo sbeffeggerà a vita, ma intanto l’interista verrà ammonito per la seconda volta lasciando i nerazzurri in dieci. L’Inter resisterà e a fine match sopporterà anche gli idranti sparati volontariamente in campo, nell’illusione di rovinare una festa attesa 45 anni.

Sputi, gomitate, raptus improvvisi: alle volte però l’antisportività si sposta sugli spalti, come quando i tifosi della Lazio, sempre nel 2010, sostennero l’Inter all’Olimpico affinchè vincessero il match fra gli ultimi atti nella lotta per lo Scudetto, conteso ovviamente alla Roma. “Oh nooo…” fu lo striscione comparso in curva alla prima rete di Samuel, dopo che le parate di Muslera vennero costantemente fischiate sino a che non si sbloccò il risultato.

Nemmeno le telecamere, che hanno reso il calcio un Grande Fratello di 90 minuti e più, hanno desistito i “nobili” protagonisti dal rendersi autori di simili scempi. E peccato che non è più in onda “Mai dire gol“…, fortunato Veltman!

 

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