Orazio Rotunno
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Juventus ed Inter, quando la morale è ipocrisia

Juventus ed Inter, un derby d'Italia mai durato così tanto. Le polemiche dei nerazzurri sugli arbitri, quelle dei bianconeri sulla cultura della sconfitta

Juventus ed Inter, quando la morale è ipocrisia
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Che Juventus ed Inter si sfidassero per ben oltre dei canonici 180 minuti fra andata e ritorno era abbastanza ovvio. Da tempo però la scia delle polemiche non proseguiva per giorni come nell’ultimo post derby d’Italia.Una direzione discutibile di Rizzoli, con episodi dubbi sia da una parte che dall’altra. Ad acuire il tutto la pesantissima doppia squalifica a Perisic ed Icardi, out per due giornate sino a ricorso contrario.

Sono seguiti giorni di insulti, insinuazioni ed immagini e video “inediti”, per cercare di delegittimare una vittoria dei bianconeri comunque meritata sul campo. Un prato verde, da sempre giudice supremo, che al contempo vedeva l’Inter uscire a testa alta, merito soprattutto di un primo tempo giocato con grande personalità e creando non pochi pericoli dalle parti di Buffon. Cosa ne sarebbe stato di uno dei più equilibrati Juventus-Inter degli ultimi anni senza quel jolly pescato da Cuadrado non lo sapremo mai, restano dunque le mille polemiche fra Juventus e nerazzurri.

Una società, quella cinese, che mai e attraverso alcun rappresentante ha manifestato il proprio disappunto per via ufficiale riguardo la direzione della cinquina arbitrale: ad alimentare le polemiche ci ha pensato l’era dei social ed un video che dalle tribune evidenziava un Icardi fermato mentre andava verso la porta in seguito ad una punizione non regolarmente battuta da Chiellini. Molto forte anche il titolo “video-attack” della Gazzetta dello Sport in prima pagina, ma anche in questo caso la dirigenza nerazzurra non può avere responsabilità dirette. E’ risultata dunque fuori luogo la polemica innescata da Marotta, che ha definito “imbarazzante” la situazione creatasi, con Elkann che ha rincarato la dose ieri con la più infelice delle uscite.

Stupisce l’incapacità dell’Inter a non sapere perdere, anche se dovrebbe essere abituata“, ha esclamato John, non proprio nel pieno di quello stile-Juve tanto decantato. La reazione di Moratti prima e della società cinese della beneamata poi è stata all’insegna della pacatezza e sobrietà, ribadendo con orgoglio la propria storia e la volontà di concentrarsi solo sul calcio giocato.

Eppure lo Juventus Stadium aveva dopo 19 anni accolto un rappresentante alto della dirigenza interista, lontano dai tempi del leggendario scontro Ronaldo-Iuliano, nella persona di Zhang Jr, a lungo intrattenutosi con Andrea Agnelli a bordo campo. Un gesto di grande cordialità ed ospitalità, che sembrava potesse rappresentare il preludio a rapporti distensivi e civili. Ci ha pensato poi un rigore non dato, un insulto di troppo ed un pallone calciato per aria a rimettere le cose “a posto“.

Parliamo di calcio, si racconta pur sempre un gioco. Nessuno è innocente, chiunque non è Santo: la morale non è materia per alcuno.

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