Antonio Fioretto

Intervista a Gianfranco Giusti, regista del cortometraggio “La Rosa di Toiano”

Intervista a Gianfranco Giusti, regista del cortometraggio “La Rosa di Toiano”
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Sono innumerevoli le opere teatrali e cinematografiche che prendono spunto da storie vere, da episodi di vita vissuta e realmente accaduti. Questo è più o meno quello che ha spinto Gianfranco Giusti a realizzare il suo cortometraggio “La Rosa di Toiano”.

Gianfranco, innanzitutto parlaci un pò di te…

Sono nato il 18 maggio del 1975 e vivo in Toscana, a Pistoia. Lavoro come operaio in una ditta per conto terzi che “sgobba” per le conce. La mia grande passione è il cinema, in particolare i film d’animazione

Da dove nasce questa passione?

Nasce dai cartoni animati degli anni ’80, dei quali sono sempre stato affascinato. L’idea del cinema mi è venuta a 13 anni quando vidi una scena di un film e iniziai a ragionare sulle inquadrature e sulle riprese. Con il passare del tempo, dopo aver visto i grandi classici disney come Il Re Leone, ho iniziato a scoprire la tecnica dello stop/emotion.

Di che tecnica si tratta?

In maniera molto sintetica, si da vita a una foto

Parliamo del cortometraggio. Raccontaci come è stata concepita l’idea…

Nasce letteralmente per caso. Diversi anni fa, se non erro nel 2005, andai in chiesa e mi ritrovai a parlare con un signore di 75 anni. Una conversazione banale, si parlava del più e del meno, e lui mi narrava degli episodi del dopoguerra. Nella chiacchierata si intromise un ragazzo che, parola più parola meno, col passare dei minuti mi parlò della sua curiosità verso il caso della “bella Elvira”, un episodio che ricordavo bene e che anche a me aveva sempre destato una voglia di approfondimento. Mio padre me ne parlava spesso, la bela Elvira uccisa per gelosia. Una storia sulla quale sono anche stati scritti dei libri

E poi cosa accadde? 

Dopo aver fatto un corso di sceneggiatura, inizialmente pensai di realizzare un fumetto. Ma poi abbandonai l’idea e mi orientai verso il cartone animato.

Perché il titolo “La Rosa di Toiano”? 

Un’idea di mia madre, molto azzeccata

Svelaci qualche dettaglio della trama…

Parliamo di una storia vera, risalente al 1947. Elvira faceva la cameriera. Cominciò a lavorare a Pisa, poi si spostò lungo tutti i paesi del Lungarno: Firenze, Pontedera, fino ad arrivare proprio a Toiano laddove trovò lavoro come domestica presso la dimora di un conte. Elvira era una ragazza bellissima, ma le chiacchiere della gente la davano come una ragazza di facili costumi.

L’invidia dell’ignoranza?

Esattamente. Alcuni supponevano che il conte volesse abusare di lei. Il suo fidanzato, che si chiamava Ugo, era un ragazzo estremamente tranquillo ma le voci del paese portarono a farlo ingelosire. Si parlava così tanto della bella Elvira che addirittura alcuni vù-cumprà di passaggio nei campi le urlavano “non sposerai il tuo fidanzato.

Tutto questo a cosa portò?

Il fidanzato partì per la seconda guerra mondiale, fu spedito a Norimberga. Al suo ritorno, nonostante le maldicenze popolari, decise di sposarla. Il matrimonio era fissato per il 5 giugno, il giorno del Corpus Domini. Ma Elvira non si sposò mai: fu uccisa a 100 metri dalla sua abitazione, intorno alle 2.30 del pomeriggio. Fu ritrovata priva di vita sul bordo della strada. Del delitto venne incolpato il fidanzato e accusato di omicidio. Dopo due anni di carcere, però, fu scagionato grazie al lavoro di un avvocato di Pisa.

Ad oggi quindi non si conosce il colpevole?

No. Questo ed altri particolari sono quelli che ho cercato di inserire nel mio cortometraggio. Un lavoro di ricerca non indifferente che a breve sarà a disposizione di tutti.

Chiunque volesse contattare per informazioni o richieste Gianfranco Giusti, può farlo via mail all’indirizzo gianfrancomax@gmail.com o su facebook, al nome Gianfranco Massimo Giusti. 

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