Enrico Steidler

Kirill contro i matrimoni gay: quando la morale va a Putin

Kirill contro i matrimoni gay: quando la morale va a Putin
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Il patriarca russo Kirill paragona i matrimoni gay alle leggi naziste, ma a sapere di 'Gott mit uns' (Dio è con noi) e di 'difesa della razza' sono solo le sue parole

Si dice spesso che l’abito non fa il monaco, e nel caso di Kirill – pluridecorato patriarca ortodosso di tutte le Russie – è proprio così: si agghinda come una drag-queen, e tuttavia detesta i gay. Fin qui niente di strano: in un mondo pieno zeppo di travestiti (pensate, ad esempio, al suo alter-ego ‘civile’, – il venerato zar Vladimir – quello che si veste come un occidentale e non lo è), è normale che un sedicente cristiano dica cose lontanissime dall’umanità di Francesco, quello vero, e le parole di Kirill, in tal senso, sono un vero e proprio inno alla ‘normalità’. O, per meglio dire, alla normalizzazione.

GOTT MIT UNS – Tratto pari-pari da Russia Today, altro nome di Vladimir Channel, ecco a voi il Kirill-pensiero sul matrimonio gay: “Non è la stessa cosa, certo, ma in qualche modo possiamo paragonarlo all’apartheid in Sudafrica o alle leggi naziste: erano frutto di un’ideologia e non parte della natura morale. La Chiesa non potrà mai approvarlo. Quello che sta accadendo dei Paesi occidentali – prosegue l’uomo che fu solennemente medagliato per i “servizi resi allo Stato” – è che, per la prima volta nella storia umana, la legislazione va contro la natura morale degli esseri umani. La Chiesa deve affrontare questo e dire che è una brutta cosa, ma abbiamo visto che le autorità di alcuni Paesi hanno cercato di mettere a tacere gli ecclesiastici. Un pastore protestante è andato in galera per aver chiamato nel suo sermone un matrimonio omosessuale un peccato. Questo ricorda molto quello che accadeva sotto il totalitarismo sovietico. Nei Paesi che dichiarano il loro impegno per la libertà di parola, è possibile essere puniti per aver espresso la propria opinione. Questa è una tendenza pericolosa e io spero che si esaurisca e che l’ordine naturale delle cose prevalga: io non voglio nemmeno pensare a cosa ci potrebbe accadere altrimenti”.

Sia fatta la sua volontà...

Sia fatta la Sua volontà…

LA DIFESA DELLA RAZZA“Noi diciamo che la Chiesa non può mai ridefinire il bene e il male, il peccato e la giustizia, e noi non condanniamo le persone che hanno diverse preferenze sessuali – aggiunge il gerarca ecclesiastico marciando a passo dell’oca sulle spoglie dell’ottavo comandamento (Non dire falsa testimonianza…) – Questa scelta grava sulla loro coscienza e sono affari loro, ma ciò non deve essere discriminato o punito, come era pratica comune in alcuni stati (compresa la Russia, dove lo è tuttora, ma la cosa, guarda caso, non urta la sensibilità del feldmaresciallo in gonnella). Tuttavia, in nessun caso questo dovrebbe essere accettato come norma sociale non diversa dalla norma sociale che deriva dalla nostra natura morale, cioè il matrimonio tra un uomo e una moglie per creare una famiglia e avere dei figli. Ecco perché crediamo – conclude Kirill battendo i tacchi – che questa nuova tendenza costituisca una grave minaccia per l’esistenza della razza umana“.

JAWOHL, MEIN KIRILL – Insomma, riassunto in poche parole il concetto è questo: noi non giudichiamo, né tanto meno condanniamo, per carità, quei disgustosi pervertiti chiamati gay – sui quali, nota bene, Gesù non disse mai nulla –, ma guai a loro se si azzardano a sovvertire l’Ordine naturale delle cose con le loro innaturali pretese: il matrimonio è il nostro Lebensraum, chiaro?, il nostro spazio vitale, il luogo scelto da Dio per preservare la purezza immacolata della razza eterosessuale. Se vi accedono anche i ‘diversi’ allora sarà la fine, la fine della società giusta, pacifica e tollerante che nostra madre Chiesa ha edificato nel corso dei secoli a sua immagine e somiglianza. Possiamo forse permettere un simile oltraggio? Non sia mai, tuona la drag-queen: la normalità della razza va difesa a tutti i costi. Anche invadendo la Polonia, se necessario.

Leggi naziste? Apartheid? Ma va, qui di vergognoso c’è solo una certa morale: quella che è andata a Putin, naturalmente.

Enrico Steidler

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