Enrico Steidler
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Casaleggio chi?

Casaleggio chi?
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Se domandassimo agli italiani (grillini esclusi) chi era Gianroberto Casaleggio, il ‘grande visionario’ morto ieri dopo una lunga malattia, buona parte di essi – la percentuale esatta importa poco – risponderebbe “non lo so”. Gli altri, senza dubbio la maggioranza, direbbero che si trattava del leader del Movimento 5 Stelle, l’alter ego (quello silenzioso e ‘sottoesposto’) di Beppe Grillo. Ora, la cosa curiosa, in tutto ciò, è che se rivolgessimo la stessa domanda agli elettori pentastellati il risultato – nella sostanza – sarebbe più o meno lo stesso. Certo, di sicuro raccoglieremmo maggiori informazioni, ma poi saremmo costretti a setacciarle per separare la realtà dalla fuffa, e nel colino, alla fine, resterebbe ben poco.

Il Numero Uno del Gruppo TNT

Il Numero Uno del Gruppo TNT

Però: strano destino per il guru di Internet e ideologo della democrazia on line. Lui aveva conoscenze immense – stando a quello che scrive oggi Dario Fo commemorandolo – e sapeva tutto di tutti, ma purtroppo non viceversa. Fateci caso: sotto questo aspetto, e non solo, Casaleggio era come il Numero Uno del Gruppo T.N.T., era l’astuto ‘imprenditore’ che ama curare i suoi interessi – e manovrare i suoi manipoli – stando il più possibile al riparo dagli sguardi indiscreti. E’ perché è un uomo riservato, hanno sempre detto i suoi fan a scatola chiusa, un uomo distante anni luce – fisicamente e intellettualmente – da quell’orrendo teatrino mediatico che è la politica di casa nostra. Già, sarà, ma probabilmente non è. Questione di comune buon senso, innanzitutto.

Comunque sia, cosa succederà adesso al suo limpido Movimento? A chi giureranno eterna fedeltà gli orfani dolenti? Sarà mica che dalle parti del ‘futuro deciso dai cittadini’ funziona come in Corea del Nord, e si va per via dinastica? E che dopo un ‘Kim’ se ne fa subito un altro (vedi alla voce Davide Casaleggio)? Però, che lezione di democrazia. Dall’inizio alla fine.

Enrico Steidler

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