Enrico Steidler
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Obama, Facebook e Springsteen: gli States hanno un North Carolina nell’armadio (e lo fanno vedere a tutti)

E poi parlano male dell'America: qui da noi c'è chi favoleggia di 'Gender Diktat'...

Obama, Facebook e Springsteen: gli States hanno un North Carolina nell’armadio (e lo fanno vedere a tutti)
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Nel mondo succedono tante cose brutte: il 23 marzo scorso, ad esempio, il North Carolina ha approvato una normativa – la cosiddetta House Bill 2 su “Installazioni pubbliche, legge di privacy e sicurezza” – che obbliga i transessuali a servirsi delle toilette pubbliche corrispondenti al loro sesso biologico e impedisce ai governi locali di legiferare autonomamente in senso anti-discriminatorio. Una legge odiosa, insomma, illiberale e fuori dal tempo.

Fortunatamente, però, in questo losco mondaccio fatto di ‘guide morali’ prive di etica, succedono anche tantissime cose belle, e la reazione di Bruce Springsteen, che ha cancellato il concerto di domenica prossima a Greensboro (terza città per numero di abitanti del North Carolina), è a dir poco splendida. Ecco le parole – da incorniciare – del ‘Boss’: “Per come la vedo io, questo è un tentativo, da parte delle persone che non sopportano i progressi raggiunti nel nostro Paese nel riconoscimento dei diritti di tutti i nostri cittadini, di sovvertire questi diritti. Questo è il momento per me e la band di mostrare solidarietà a questi combattenti della libertà. Ci sono cose più importanti di un concerto rock – conclude l’autore di ‘Born in the U.S.A.’ scusandosi con i fan di Greensboro – e questa battaglia contro il pregiudizio, il bigottismo è una di quelle. E il modo più forte di cui dispongo per alzare la mia voce contro chi vuole spingerci indietro invece che avanti“.

Pat McCrory, governatore del North Carolina

Pat McCrory, governatore del North Carolina

Ok, grande ‘Boss’, così si fa. Grazie al suo gesto da prima pagina, ora tutto il pianeta parla della legge HB2 e apprende con grande soddisfazione – e rinnovata fiducia nel genere umano – che il North Carolina la pagherà. Anzi, la sta già pagando: la National Basket Association ha estromesso Charlotte – la più grande città Paese – dalla lista dei candidati a organizzare l’All Star Game 2017, il governatore repubblicano Pat McCrory si è visto recapitare un appello pubblico (sottoscritto da colossi del calibro di Facebook, Google, Apple, IBM, American Airlines, ecc.) che lo esorta a chiare lettere a cestinare immediatamente l’obbrobrio legislativo in questione e, come se non bastasse, PayPal – azienda leader dei pagamenti on line – ha emesso un comunicato stampa in cui annucia di aver gettato alle ortiche ogni suo progetto di investimento nel Paese (si parla di parecchi milioni di dollari e di 400 posti di lavoro andati in fumo).

E non è finita qui. Se lo Stato del Sud si ostina a puntare i piedi e non si riallinea in tutta fretta al mondo civile, l’amministrazione Obama ha già fatto sapere che taglierà i cordoni della borsa, vedi alla voce ‘fondi federali’. Chi la fa l’aspetti, quindi: questa è l’America, mica l’Italia.

A proposito. Poteva mancare, qui nel Belpaese dei panda cospiratori e di altre simili ‘Goglionate‘, il solito profluvio di commenti contro la ‘Gaystapo’ internazionale? Certo che no. Guardate un po’, ad esempio, come Rodolfo de Mattei conclude il suo articolo intitolato ‘Gender diktat: lo Stato del North Carolina punito e sotto ricatto‘. “Il minaccioso e ricattatorio appello delle più importanti aziende internazionali – scrive il giornalista di Corrispondenza romana – e la solerte ritorsione di PayPal contro il North Carolina, mostrano ancora una volta il metodo totalitario e intollerante adottato nei confronti di chi si azzarda a dissentire dal diktat etico globale. Questa sì, una vera e inaccettabile discriminazione da denunciare e combattere con forza!”.

Capito? E poi parlano male dell’America…

Enrico Steidler

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