Enrico Steidler
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Coltivano ignoranza e spacciano bugie: ecco l’atteggiamento di molti (troppi) media sulla cannabis

Coltivano ignoranza e spacciano bugie: ecco l’atteggiamento di molti (troppi) media sulla cannabis
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Lo sapevate che l’eroina è il frutto dell’eroino e che l’ecstasy cresce rigogliosa nei prati? No? Sapevatelo allora. Per la serie ‘Diseducational Channel’, sappiate anche che l’hashish si coltiva. Sì, avete capito bene, e la prova ce la dà TgCom24, che questa mattina informa i lettori su un maxi-sequestro di sostanze stupefacenti titolando come segue: “Torino, coltivavano hashis: arresti”.

Insomma: quattro parole, due errori. Un record. “I carabinieri – si legge nell’articolo – hanno arrestato due persone che coltivavano hashish (l’acca finale mancante, quindi, era solo un refuso; ndr) e marijuana in una stanza segreta, collegata a un appartamento di Carmagnola, nel Torinese”. Capito? Se dalle tasche dei jeans di vostro figlio spunta un pezzo più o meno grosso di ‘fumo’, vi suggeriamo di cercare la pianta sul poggiolo o in giardino, e di farlo al più presto, in particolar modo se in casa avete altri animali domestici. Il cane ulula dolcemente guardando il lampadario? Vuol dire che l’ha trovata prima di voi.

Piante di marijuana

Piante di marijuana, dalle cui infiorescenze femminili si ricava l’hashish

Ok, uno dirà: l’erroraccio ci può stare, capita a tutti. Vero, e quello di cui sopra – in quanto tale – è perdonabile. Il problema, però, è che quando si parla di cannabis molti media non si limitano a spacciare baggianate a volontà ma vere e proprie menzogne camuffate da verità scientifica, ed è questa sistematica malafede che non può essere in alcun modo tollerata. Prendiamo spunto dall’innocua ‘pianta del fumo’, quindi, per fare un breve elenco di sostanze infinitamente più tossiche distribuite a piene mani ai lettori inconsapevoli. E raggirabili.

Dalle droghe leggere (cioè la cannabis e i suoi derivati) si passa a quelle pesanti. Falso, assurdo: è come dire che dal latte materno si passa al crack. Eppure questa antichissima frescaccia priva di qualsivoglia fondamento (‘correlazione’ non significa affatto ‘causa’) circola ancora oggi un po’ ovunque, dai giornali ai talk-show, senza finire mai dove meriterebbe: nel cestino.

Farsi le canne crea dipendenza psicologica. “L’accanimento con cui da sempre si cerca di dimostrarlo – dice Gian Luigi Gessa, psichiatra e farmacologo di fama mondiale e capo del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale) Sardegna – non ha portato finora a nulla”.

Ad ogni spinello mi brucio ‘tot’ neuroni. C’è chi dice 14, chi 50, chi ‘alcuni’. Fosse anche vero, considerando che un individuo può averne fino a 100 miliardi quante vite trascorse a bombardarci giorno e notte dovremmo sprecare per ridurci come Gasparri? Ai matematici l’ardua risposta.

La marijuana è una sostanza dopante. Neppure alla Wada, l’Agenzia mondiale antidoping, ci crede più nessuno, ed è universalmente risaputo che il piccolo pregiudizio ancora esistente in materia (la soglia di positività è passata da 15 a 150 nanogrammi/ml ma la sostanza non è stata del tutto depenalizzata come richiesto a gran voce da decine di federazioni) è di natura ideologica, non scientifica.

I cannabinoidi possono dare origine a fenomeni psicotici. “Questa storia è proprio una balla!” commenta Gessa.

Il consumo favorisce la delinquenza. E’ vero il contrario: la National Academy of Sciences americana ha dimostrato che l’assunzione di THC (il principio attivo della cannabis) riduce i comportamenti aggressivi e violenti.

La rassegna delle fandonie mediatiche potrebbe continuare a lungo (chi non ha mai letto sui giornali o sentito alla tv, ad esempio, che se si fuma troppo si diventa come zombi senza volontà? O che la marijuana compromette l’equilibrio mentale degli adolescenti?), ma quanto detto fin qui basta e avanza per giungere a una conclusione inquietante: c’è più ‘fumo’ negli occhi della pubblica opinione che in giro per le strade. Sarà mica perché l’ignoranza, al contrario dell’hashish, si può coltivare? Sì, anche. Quando parleremo di potere e criminalità organizzata vedremo gli altri perché.

Enrico Steidler

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