Enrico Steidler
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Il Cracco allo spiedo e la società che cambia. In meglio

Il Cracco allo spiedo e la società che cambia. In meglio
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La notizia, ben poca cosa in fondo, poteva restare confinata fra il Duomo e il castello Sforzesco, e invece si è diffusa ovunque a macchia d’olio. Mercoledì sera, si legge sui giornali, alcuni vegani vestiti di nero si sono assembrati all’esterno del ristorante milanese di Carlo Cracco, e di lì hanno iniziato a inveire contro il noto mago dei fornelli perché colpevole di aver preparato un piatto a base di piccione nel corso del programma televisivo ‘Masterchef’. “E’ una specie protetta…” gridavano i manifestanti (quello selvatico, non quello da allevamento sacrificato per lo show, ndr) Questo è un ristorante di m… Cracco è un assassino perché cucina gli animali…” e così via. La protesta è durata circa un quarto d’ora. Lo chef, fanno sapere dal suo staff, non intende sporgere denuncia.

Scene da un campo di sterminio

Scene da un campo di sterminio

Ora, perché una notizia da trafiletto in diciottesima pagina si è guadagnata una così vasta risonanza? Per la notorietà del cuciniere in questione? Perché il sangue, anche se di banalissimo colombo, è pur sempre un richiamo irresistibile? Per la ghiotta opportunità di far fare una figuraccia a quelli che molti, media inclusi, considerano una banda di rompiballe talebani affetti da zoolatria? O perché si tratta di una delle tante armi di distrazione di massa? Roba ingigantita ad arte dal Grande Fratello per distogliere la plebe da ben più gravi faccende?

Chissà, forse di tutto un po’, ma credo che la vera ragione sia un’altra: il mondo sta cambiando. In meglio. E, udite udite, sta cambiando pure l’Italia: ecco perché tanta enfasi. I veri protagonisti della vicenda, infatti, non sono – come può sembrare a prima vista – i vegani in prima linea, nè il povero piccione nè tanto meno il ricco Masterchef: sono gli animali, e la misericordia (assai più autentica di quella giubilare) con cui una parte sempre più ampia della società umana guarda alle loro indicibili sofferenze. Allevamenti e mattatoi, agli occhi di costoro, appaiono per quello che sono: campi di prigionia e di sterminio, e il fatto che vi trovino la morte gli animali e non i nostri simili non li rende certo meno intollerabili e ripugnanti.

Gli italiani veg erano il 6% nel 2013: oggi sono l’8% e aumentano al ritmo di 1600 al giorno (Fonte: rapporto annuale Eurispes 2015). Morale? Oggi certe ‘craccate’ finiscono in prima pagina, domani finiranno e basta. E prima arriva il domani meglio è.

Enrico Steidler  

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