Enrico Steidler
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Sì al museo del fascismo a Predappio. Però ce ne vorrebbe uno anche ad Arcore e a Firenze

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Sì al museo del fascismo a Predappio. Però ce ne vorrebbe uno anche ad Arcore e a Firenze
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Lo dico subito e a chiare lettere: sono favorevole, in linea di principio, all’apertura di un museo del fascismo: ci mancherebbe solo che non si potesse fare. Che poi sia a Predappio, località romagnola che diede i natali al Duce e che oggi è meta di nostalgici pellegrinaggi, o a Vattelapesca importa poco o nulla.

Condivido in pieno, inoltre, che un progetto inteso a diffondere la cultura – e pure a fare cassa: e con ciò? – in un Paese di ignoranti come il nostro venga finanziato con fondi pubblici (si parla di 4,5 milioni di euro sui quasi 5 preventivati), e sotto questo aspetto trovo che le polemiche scatenate dai soliti antifascisti in servizio permanente effettivo siano del tutto paragonabili alla salivazione dei cani di Pavlov: riflessi condizionati e niente più.

Per costoro, il fatto che il museo abbia ricevuto la benedizione dell’Anpi e dell’Istituto storico per la Resistenza di Forlì-Cesena non significa nulla: dato uno stimolo (la parola ‘fascismo’ basta e avanza), la reazione scatta a prescindere: il mio nonno partigiano si rivolterà nella tomba… è un’iniziativa sbagliata e pericolosa… perchè non si usano quei soldi per fare qualcosa di più utile?… dove andremo a finire?… e così via. Due palle, insomma.

C’è però una cosa da dire, e da sottolineare con forza: nel Belpaese che inventò il fascismo, e che poi, una volta liberato, diede (e dà) ben poche prove di meritare la democrazia, un museo dedicato al Ventennio ha senso solo se aiuta a riconoscere il passato nel presente. ‘Toh, ma guarda un po’ – dovrebbe pensare ogni visitatore – anche Lui, come loro, detestava la stampa libera e si scagliava contro chi ‘rema contro’ e chi ‘gufa’… E pure Lui era un narcisista megalomane disposto a tutto pur di fottere gli altri… E i suoi tirapiedi trattavano il parlamento peggio di uno zerbino proprio come si usa fare oggi… E anche noi italiani in fondo siamo gli stessi: sempre pronti a sacrificare la libertà intellettuale sull’altare di un Leader. O di un Guru’…

Questo è lo scopo del museo: far capire che Predappio è terribilmente vicina ad altri luoghi non solo geografici (si pensi ad Arcore, a Firenze, alla collina di Sant’Ilario a Genova), e che il passato, in questo nostro Paese democraticamente semi-analfabeta, è sempre sul punto di rivivere curia et populo plaudente. Ora, riusciranno i nostri eroi a conseguire l’obiettivo? Se lo sono posto, secondo voi? Oppure mirano a traguardi molto più modesti e politicamente corretti (del tipo: perché il fascismo?… parliamone… non deve ripetersi più… bla-bla-bla… zzz…)?

Oh, oh: sta a vedere che hanno ragione i pavloviani…

Enrico Steidler

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