Enrico Steidler
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Sanremo, la musica decente è all’ultimo Stadio

Solo 5 canzoni su 28 al di sopra della sufficienza, classifica finale (dei Campioni) ridicola, premio della critica a Patti Pravo: trionfo mediatico a parte, l'ultima edizione del Festival è da premio Ig Nobel per la musica

Sanremo, la musica decente è all’ultimo Stadio
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Tre ciofeche inaudite (Clementino, Scanu e Bernabei), una quindicina di pezzi all’insegna della mediocrità più assoluta, tre che si guadagnano almeno il titolo di ‘aurea‘ (Ruggeri, Arisa e Irene Fornaciari), uno a malapena potabile (Noemi), una canzone – che non è tale – fuori da qualsiasi concorso per manifesta superiorità (Elio), due giovani bravi e promettenti (Francesco Gabbani e Chiara Dello Iacovo) e due chicche da incorniciare (Dolcenera e Annalisa). In estrema sintesi, la 66 esima edizione del Festival di Sanremo è tutta qui: una mezza tragedia, insomma, resa quasi intera dal verdetto finale e dai giudizi della critica. Ma vediamo nel dettaglio.

Primi tre classificati (Stadio, Francesca Michielin e la coppia Caccamo-Iurato): 4 – Ok, perché Sanremo è Sanremo lo sappiamo tutti (perché di solito è indecente e quasi mai vince lo chi merita), ma un podio del genere è riuscito a far arrossire anche chi era abituato agli epiloghi più hard. Classifica a parte, fra le canzoncine dei tre, anzi quattro, Campioni non c’è “nessun grado di separazione”: fanno tutte ugualmente pietà.

Annalisa

Annalisa

Quattro trombati sul più bello (Dear Jack, Bluvertigo, Zero assoluto, Neffa): 4 – Chi più (Morgan) chi meno (Neffa) se lo meritano tutti. Passiamo oltre.

Bimbiminkia e dintorni: 3,5 – Non alludo alle ‘nuove proposte‘ – mediamente molto più presentabili delle vecchie: voto 5,5 – ma a quelle semi-nuove elevate al rango di Campioni per terribile mancanza di materia prima: oltre alla Michielin e ai Dear Jack di cui sopra, Lorenzo Fragola, Rocco Hunt, Clementino, Scanu e Bernabei. Questi ultimi tre, in particolare, sono davvero il meglio del peggio che orecchio umano possa intendere. Perfetti per Sanremo, letali per la musica.

Altra fuffa festivaliera: 5 – Si va dal 4,5 di Patti Pravo e la sua Noia immensa allo stiracchiatissimo 6 di Noemi. In mezzo ci sono solo tanti sbadigli (Fornaciari) e qualche piccolissimo sussulto (Arisa, Ruggeri). Se il Festival lo vincesse chi sta sul palco dell’Ariston come un pisello nel suo baccello Enrico Ruggeri se la giocherebbe solo con Elio. Davvero un campione, almeno in questo.

Kiss (gli Elii): 8 – Degli innumerevoli pregi (e dell’unico difetto) di Vincere l’odio abbiamo già parlato. L’unica cosa da aggiungere è che questo pezzo delizioso si è piazzato al dodicesimo posto in classifica. Perché Sanremo è Sanremo, naturalmente.

Francesco Gabbani/Chiara Dello Iacovo: 7 – Alt, fermi tutti. Eccezione alla maledetta regola sanremoide: fra i giovani ha trionfato chi se lo meritava. Certo, io avrei preferito vedere la Dello Iacovo sul gradino più alto del podio, ma va bene anche così. Futuro assicurato per entrambi.

Annalisa/Dolcenera: 8 – Undicesima e quindicesima: ecco come si sono piazzate le due canzoni di gran lunga più belle del Festival (Elii esclusi, ma loro sono un discorso a parte). A questo punto tanto vale estrarre a sorte.

Critica: 4 – Il Premio della Sala Stampa Radio-tv-web ‘Lucio Dalla’ Sezione Campioni è stato vinto dagli Stadio con 19 voti. Rocco Hunt, ripeto Rocco Hunt, ne ha guadagnati 15, Annalisa 12, Elio e Ruggeri 11. Il Premio della critica ‘Mia Martini’ Sezione Campioni è andato invece a Patti Pravo con 18 voti (17 per Elio, 16 per gli Stadio). Insomma: peggio di così c’è solo Sanremo. Il prossimo. Aspettare per credere.

Enrico Steidler

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