Davide Terraneo
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Immobile e quell’assist all’ultimo respiro

Il napoletano ex Borussia Dortmund è tornato a Torino per ritrovare la fiducia perduta. E se quel cross al 94' fosse l'inizio della rinascita?

Immobile e quell’assist all’ultimo respiro
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La doppietta di Belotti porta un punto importante (per come è arrivato) al Torino, che riscopre in un colpo solo la freddezza del “gallo” e il sacrificio di Immobile, il figliol prodigo tornato dopo il suo vagabondare per l’Europa. Chissà se quel cross trovato al 94′ sarà il punto di partenza per la carriera del nuovo Ciro.

RITORNO DI FIAMMA – Il più classico dei ritorni di fiamma, quello che in fondo conviene a entrambi. Perché lui, Ciro Immobile, ha vissuto avventure importanti con donne forse anche più belle, ma con cui il feeling è sempre mancato. Perché lei, la squadra granata, non ha più trovato nessuno in grado di farle provare le stesse emozioni. Maxi Lopez ha quei chiletti di troppo, Quagliarella ha fatto l’occhiolino all’ex. Imperdonabile per una come lei, che ama come solo gli appassionati sanno amare e tutto tollera meno che la mancanza di rispetto. Il primo incontro è stato un bacio di pura passione, quel rigore trasformato dopo pochi minuti che prometteva di nuovo il grande amore di un tempo. Troppo presto per pensare subito al ritorno in grande, e le successive prestazioni lo hanno confermato.

LA GRINTA – Forse per questo Ventura ha deciso di rinunciare a lui, preferendogli Martinez. O forse solo per preservare Immobile, dato che il ragazzo potrebbe essere importante nei prossimi impegni. Fatto sta che Ciro, senza battere ciglio, finisce in panchina. Almeno fino al 63′, quando il match del Marassi mantiene ancora la trama di uno 0-0 che accontenta tutti e non fa festeggiare nessuno. Poi la partita si infiamma, la Samp va due volte in vantaggio e l’ingresso di Maxi Lopez nel finale sposta Immobile in fascia. Là dove bisogna correre il doppio per vedere la porta molto meno. Per riconquistare il Torino, comunque, questo e altro. La cavalcata sulla fascia in pieno recupero, quando ormai il 2-1 sembrava inchiodato sul tabellino di Genova, per trasformarsi da bomber a uomo assist, proprio quando i granata ne hanno più bisogno. Con spirito di sacrificio e altruismo, doti troppo importanti per un attaccante come lui. Quel cross è la firma di un giocatore che è tornato per lasciare di nuovo un segno indelebile nel cuore della società che più lo ha amato. La società che lo ha lanciato e ora sta cercando di rilanciarlo a livelli altissimi. Chissà se a giugno l’Immobile che tornerà a Siviglia sarà un giocatore diverso, magari il bomber di un paio di anni fa. Di certo, se così fosse, quel traversone di Genova sarà stato il suo nuovo battesimo.

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