Enrico Steidler
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De Rossi e Spalletti: peggio dei giovani ci sono solo i “vecchietti”

Dopo gli insulti di Sarri (57 anni compiuti a gennaio), ecco a voi le memorabili 'raccomandazioni' di Spalletti (57 a marzo): "De Rossi? Doveva mettersi le mani davanti alla bocca"

De Rossi e Spalletti: peggio dei giovani ci sono solo i “vecchietti”
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E’ il trentesimo minuto di Juventus-Roma, e Daniele De Rossi viene sorpreso dalle telecamere mentre rivolge al bianconero Mandzukic – nazionale croato – le seguenti parole: “Stai muto, zingaro di merda!“. Ok, solo Daniele (quello delle innumerevoli scorrettezze ai danni degli avversari e del celebre “Negro di merda” rifilato ad Abidal nel 2007) poteva battere De Rossi, viene da pensare lì per lì, e invece no. Basta leggere le dichiarazioni rilasciate in conferenza stampa da Luciano Spalletti, infatti, per accorgersi che in confronto a certi ‘maestri’ il giocatore più pagato del calcio italiano – 6,5 milioni di euro netti a stagione – è solo un apprendista pieno di volontà ma privo di talento.

Daniele De Rossi

Daniele De Rossi

LECTIO MAGISTRALIS“Il labiale? De Rossi non ha messo la mano davanti alla bocca, insegneremo anche questo – ha osservato a lingua sciolta il tecnico della Roma – Mandzukic ha preso per il culo tutti e nessuno gli ha detto niente: De Rossi ha risposto a quelle che sono state le indicazioni del suo avversario. Deve essere bravo ma quando si perde, in un momento di difficoltà si perdono delle attenzioni dei particolari, come quella di mettere la mano davanti alla bocca”. Insomma, tutto chiaro? Secondo Spalletti il prode Capitan Futuro (nel senso che nel Presente è distante anni luce da gente come Zanetti e Scirea) non è colpevole di aver insultato in modo becero un avversario, ma di essersi fatto beccare. E’ l’ingenuità il suo torto, mica la sguaiataggine, e un professionista che incassa 17.800 euro al giorno non può cadere in modo così plateale nella trappola tesagli da un provocatore al quale nessuno ha detto niente. E già, parole da incorniciare: e poi chiediamoci perché la Roma fa tanta fatica a vincere qualcosa…

ONORI SENZA ONERI – E chiediamoci anche, già che ci siamo, perché molti ‘giovani’ sportivi sono ancora allo stato brado. Che dite voi: sarà mica colpa dei ‘vecchi’? Di quelli che sono incanutiti ma non maturati? E che dovrebbero imparare prima di insegnare? Sarà mica colpa loro – dirigenti, allenatori e genitori adulti solo per l’anagrafe – se il fair-play si è ridotto a smanceria da froci? E se l’avversario non è un uomo ma un ‘qualcosa’ di merda? Il calcio non è uno sport per signorine, dicono e scrivono un po’ ovunque molti educatori attempati come Sarri e Spalletti, ma per ventidue maschi che si scontrano e si insultano. E’ sempre stato così, e quello che succede in campo deve restare in campo (telecamere permettendo).

Ecco, il calcio è come la vita: ha bisogno di regole e di uomini. I codici d’onore che sanno di cosca non sono regole, e i maschi che si comportano come bambinetti isterici non sono uomini. Chi non capisce questo, e non lo insegna, non è fatto per lo sport. E poi chiediamoci perché il calcio fa schifo…

Enrico Steidler

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