Enrico Steidler
No Comments

La vignetta di Charlie e i custodi (sciocchi) del ‘così non si fa’

Ogni volta che Charlie Hebdo lascia il segno sulle nostre coscienze ci tocca fare i conti con chi non ha capito un accidente di nulla...

La vignetta di Charlie e i custodi (sciocchi) del ‘così non si fa’
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

L’ufficiale nazista osservando la tela chiese a Picasso: “Avete fatto voi questo orrore, maestro?” “No, – rispose l’autore di Guernica – è opera vostra“. Ecco: è Laurent Sourisseau, in arte Riss, che ha prodotto la società ipocrita e violenta che ci circonda, oppure è solo un artista che la raffigura per quello che è? Costringendoci, in tal modo, a fare la cosa più rivoluzionaria in questi tempi di cervelli all’ammasso: pensare?

Vergogna, che schifo, Charlie dà il voltastomaco, tuonano milioni di lettori in tutto il mondo di fronte all’ennesima vignetta ‘provocatoria’: “Cosa avrebbe fatto il piccolo Aylan se fosse diventato grande?” – si legge accanto al cadavere del bambino curdo riverso sulla spiaggia – Il palpeggiatore di culi in Germania risponde Riss disegnando un uomo dai lineamenti suini che rincorre una giovane donna terrorizzata (l’allusione agli stupratori organizzati del capodanno di Colonia è evidente). Ma come, sarebbe satira questa? – incalza l’esercito degli indignati pavloviani – Come si fa a ridere di un bimbo morto annegato?

Charlie Hebdo, coscienza critica dell'Occidente

Charlie Hebdo, coscienza critica dell’Occidente

No, alt, fermi tutti. Qui la domanda giusta è un’altra: come si fa a non capire che Charlie Hebdo ride di noi? Della nostra società perbenista a parole e antropofaga nei fatti? Eppure il senso della vignetta è chiarissimo: #Siamotuttimigranti se ci troviamo di fronte al corpo senza vita di un bambino, ma anche #Immigratifuoridaicoglioni quando la cronaca ci sbatte in faccia un branco di beceri violentatori. Maledettamente ipocriti, ondivaghi e disorientati: ecco come siamo noialtri brava gente occidentale, e la geniale matita di Riss ritrae la realtà mettendone a nudo i risvolti più grotteschi. Sono #Tuttidelinquenti? Allora anche Aylan lo sarebbe diventato.

Certo, quella del direttore di Charlie – sopravvissuto per miracolo alla strage dell’anno scorso – è una satira durissima, non fa sconti nè prigionieri (che satira sarebbe altrimenti?), ma può apparire offensiva solo agli occhi di chi non la capisce, di chi si adagia sulle rassicuranti morbidezze del pensiero preconfezionato e dei buoni sentimenti da post su Facebook. E’ proprio qui, in fondo, è proprio sul confortevole – ma sterile – terreno degli adoratori di icone usa e getta che Sourisseau si abbatte come un tornado; ed è per questo che costoro reagiscono come i lapidatori di Brian di Nazareth.

Quando capiranno, questi Zelig dell’indignazione prêt-à-porter, che stanno tirando pietre addosso alla persona sbagliata? Che stanno sparando al pianista? Semplice: quando capiranno che cos’è la satira, cioè mai. Arrivederci alla prossima vignetta.

Enrico Steidler

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *