Enrico Steidler
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Benigni e il Papa: quanta misericordia ci vuole per perdonare il giullare del Potere?

Intervento record di Roberto Benigni alla presentazione del libro-intervista di Andrea Tornielli a Papa Francesco: 26 minuti di lappate ininterrotte, roba da Guinness!

Benigni e il Papa: quanta misericordia ci vuole per perdonare il giullare del Potere?
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C’è un modo nelle cose, e Roberto Benigni – si sa – è sempre stato smodato. Lo era in gioventù, quando l’irriverenza più spernacchiante nei confronti di ogni forma di Potere costituito sembrava essere la sua dote migliore, e lo è ancora oggi, in particolar modo se deve lisciare il pelo ai nemici dei bei tempi che furono. Ok, cose che capitano quando la crescita di un artista si riduce a un fatto meramente anagrafico e finanziario. Ieri, però, Roberto è andato davvero oltre, e durante la presentazione del libro firmato dall’osannata coppia Tornielli-Bergoglio (“Il nome di Dio è Misericordia”, edizioni ‘Marina Berlusconi’, prezzo giubilare di euro 12,75) ha portato l’adulazione a livelli che neppure il Benigni più temerario aveva mai osato raggiungere. Ecco, qui di seguito, alcune gocce tratte dall’oceano di saliva.

E’ un’emozione stare in Vaticano, lo Stato più piccolo del mondo con l’uomo più grande del mondo. Francesco è un papa meraviglioso, generoso, umile, forte, dolce. Un rivoluzionario.

Solo a questo papa poteva venire in mente di organizzare la presentazione del suo primo libro con un cardinale veneto (il segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin), un carcerato cinese (Zhang Agostino Jianqing) e un comico toscano.

Roberto Benigni e Papa Francesco

Roberto Benigni e Papa Francesco

Francesco cammina cammina, a volte sembra veramente affaticato e lo è, perché? Perché sta tirando tutta la Chiesa con sé, la sta traghettando verso un luogo nel quale ci eravamo quasi dimenticati, non ci pensavamo più, la sta tirando verso il cristianesimo, verso Gesù Cristo, verso il Vangelo.

– (Papa Francesco) è così pieno di misericordia che la potrebbe vendere a etti. Vuoi un etto di misericordia? Lui te la dà. Il cuore del ministero di Francesco è proprio la misericordia. (Francesco) è come una cascata di misericordia, ne è pieno.

È un libro bellissimo che ci “misericordia”, da portare in tasca, da leggere in 5 minuti, quando il treno è in ritardo.

– (A proposito della telefonata ricevuta dal Vaticano per partecipare alla solenne presentazione) Non li ho fatti neanche finire, ho detto subito sì, per qualsiasi cosa, posso fare la guardia svizzera o l’autista della papa-mobile… Troppa grazia, Roberto: bastava fare il Benigni, quello di oggi s’intende. Missione compiuta.

Ora, è vero che il libro del Papa è un evento nell’Evento (il Giubileo funziona come l’Expò e ha bisogno di attrattive collaterali – vedi alla voce Madre Teresa – per raggiungere lo scopo) e che il mercato (qualsiasi mercato, anche quello della Fede) non ha misericordia nè pietà per chi trasgredisce le dure leggi del dio-marketing. E’ vero anche, e occorre sottolinearlo, che il rivoluzionario Bergoglio è una foglia di fico troppo piccola per coprire le vergogne della Chiesa, e che più se ne dilata l’immagine meglio è. C’è un limite a tutto, però, ed è per questo che per andare oltre hanno chiamato Benigni Roberto da Manciano La Misericordia, giullare di Dio e adulatore della madonna. A mali estremi, insomma, estremi rimedi.

Basterà? Che dite voi? Sarà sufficiente uno scodinzolio da premio Oscar per far giganteggiare la fogliolina di cui sopra? Probabile, quasi sicuro. Se poi ci mettete pure il povero galeotto in versione “Anch’io l’ho provato: funziona!”, i porporati giusti (quelli con la faccia di chi può stare in un asilo senza essere sorvegliato) e tutti i media inginocchiati allora tranquilli: il gioco è fatto. Matematico. Aspettare – i dati delle vendite – per credere.

Enrico Steidler

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