Enrico Steidler
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San Gennaro, il ‘miracolo’ del sangue si ripete: grande festa fra i pagani

Sui prodigi come quello di San Gennaro la Chiesa dovrebbe scrivere "Nuoce gravemente alla fede" ma non lo fa. Perché?

San Gennaro, il ‘miracolo’ del sangue si ripete: grande festa fra i pagani
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Alleluja! A tempo ormai quasi scaduto – 17.50 di ieri – il cosiddetto ‘sangue’ di San Gennaro si è finalmente liquefatto dopo ore di inutili tentativi. Esulta il popolo dei fedeli, perché il mancato scioglimento, così dicono, è premessa di gravi sventure. Accadde ad esempio nel 1527, quando la città di Napoli – come Roma e tante altre – fu colpita dalla peste e poi (1528) assediata dai francesi, e nel 1835, quando tutto il Regno delle due Sicilie fu percorso da una terribile epidemia di colera. Sospiro di sollievo, quindi, ma fino a un certo punto: anche la liquefazione ritardata o incompleta, infatti, può essere associata a eventi luttuosi. Fu così nel 1939 e nel 1940 (seconda guerra mondiale), nel 1943 (occupazione nazista della città) e nel 1980 (terremoto in Irpinia). Gaudium medium, comunque, è sempre meglio che nullum.

San Gennaro, patrono di Napoli

San Gennaro, patrono di Napoli

#SQUAGLIAGENNA’ – Ora, mettiamo da parte ogni considerazione sul fatto in sè, che appartiene al magico mondo della superstizione, e concentriamoci sui risvolti per così dire dottrinali dell’intera faccenda. Che cos’è la fede, innanzitutto? E’ “l’adesione a un messaggio o un annuncio – si legge su Wikipedia – fondata sull’accettazione di una realtà invisibile, la quale non risulta cioè immediatamente evidente, e viene quindi accolta come vera nonostante l’oscurità che l’avvolge”. La fede, quindi, o per meglio dire la vera fede, quella che il Signore si aspetta da noi, è la volontà incrollabile di credere nonostante tutto, nonostante l’assoluta mancanza di prove positive e a dispetto di qualsiasi avversità. Questa è la vera fede. Quella che ha bisogno di dimostrazioni stupefacenti, invece, e che si nutre di reliquie e di prodigi scaccia-babau, è solo la sua tribale controfigura, è una pallida imitazione segnata dalla fragilità. Ti dò la prova che Dio non esiste e tu perseveri a credere in Lui: questa è fede, questa è forza. Il resto è solo ‘corruzione’.

SCHIAVITU’ DEL CONSENSO – La Chiesa, sia chiaro, sa benissimo tutto ciò, e almeno ad alti livelli si rende perfettamente conto che il diavolo – se esiste – è proprio lì che va a intaccare, è proprio questa forza sovrumana il suo primo bersaglio. Tuttavia non fa niente, oppure assume un atteggiamento ambiguo (“L’autorità ecclesiastica affermò che lo scioglimento del sangue di San Gennaro, pur essendo scientificamente inspiegabile, non obbliga i fedeli cattolici a prestare l’assenso della propria fede”, fonte Wikipedia) o addirittura complice. Ma come? Dovrebbe scacciare i demoni da quel tempio pagano che è l’anima di tanti cristiani, e invece se ne infischia? O, peggio ancora, li alimenta? Perché? Semplice, perché le conviene, perché è schiava del fanatismo estasiato dei cosiddetti fedeli. Se la Chiesa facesse il suo dovere spirituale, infatti, e recidesse una volta per tutte il cordone ombelicale che ancora oggi lega buona parte del suo gregge al mondo delle fate, si darebbe una mazzata sui piedi spaventosa, e soprattutto di questi tempi conviene procacciarsi ‘like‘ e non ulteriori guai.

Sarà anche una ragione del diavolo, quindi, ma è innanzitutto una Ragione di Stato. Cambierà? Arriverà il giorno in cui il sacro avrà la meglio sul profano? Quasi impossibile, considerando lo Stato, ma se dovesse succedere allora sarà davvero un miracolo. Il primo e ultimo.

Enrico Steidler

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