Enrico Steidler
No Comments

Salvini e Meloni: “lepenisti” o “lepenosi”?

A volte si usano le parole con troppa disinvoltura...

Salvini e Meloni: “lepenisti” o “lepenosi”?
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

Si sente dire spesso che nel bestiario politico tricolore le creature più affini a Marine Le Pen, fresca trionfatrice delle elezioni francesi, sono Matteo Salvini (Lega Nord) e Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia), ma in realtà l’unica cosa che accomuna questi tre personaggi è il fatto di essere ‘destrorsi‘. Sì, certo, non è poco, e questo basta e avanza, infatti, per terrorizzare la nostra Cas(t)a Regnante; la ‘parricida’ transalpina, però, ha tutta l’aria di essere una vera statista potenziale (nel bene o nel meno bene non è questo il punto), mentre i nostri sono solo ‘chiacchiere e distintivo’ o poco più. ‘Statura’ e cultura, quindi, ma non solo: a separare lei da loro ci sono anche altri aspetti tutt’altro che trascurabili. Vediamo rapidamente quali.

Marine Le Pen

Marine Le Pen

50 SFUMATURE DI DESTRA – Cominciamo con due note dolentissime per noi italiani, padani inclusi: laicità e senso dello Stato. “Le opzioni religiose – ripete da anni come un mantra Marine Le Pen – non devono passare in primo piano; mi ritengo profondamente laica”. Ora, pensate a Salvini che partecipa al presepe vivente e alla Meloni che dice “Chi non vuole il crocifisso se ne vada all’estero” e inizierete a scorgere l’abisso. Certo, l’avvocatessa in carriera è molto più profodamente politica che laica (vedi il suo furbesco appoggio alla crociata pro-presepe negli uffici pubblici), ma come tutti i francesi pensa che la Nazione sia infinatamente più sacra di qualsiasi Chiesa, compresa la sua. Mettete la Le Pen in Italia, ad esempio, e poi vedete che fine fanno certe incursioni della Cei. Senso dello Stato, quindi: cosa c’entra tutto ciò con la Meloni? E come si concilia col federalismo celodurista?

C’è poi la questione dei matrimoni gay e dell’aborto, temi sui quali Marine e Giorgia sono separate dalla nascita: moderata la prima, integralista la seconda. Meno abissale, invece, la distanza da Salvini, ma è difficile calcolarla con precisione a causa delle ambigue oscillazioni di quest’ultimo. Sia il legaiolo che la fratella, però, sono entrambi molto meno ‘sinistrorsi‘ della Le Pen, complessivamente parlando, e la cosa spicca soprattutto se si guarda all’economia. Su questo terreno, Marine si muove come se fosse la figlia di un sindacalista più che di Jean-Marie (difesa del regime ‘gauche’ delle 35 ore settimali di lavoro, pensione a sessant’anni, aumento del salario minimo, ecc.), e in fondo c’è solo una cosa sulla quale l’aspirante imperatrice è maledettamente più nera – in tutti i sensi – dei nostri: l’ansia forcaiola. “A titolo personale, come avvocato, penso che un sistema penale non possa stare in piedi senza la pena di morte“.

Insomma, diciamolo: i pur tanti punti in comune (no euro, no immigrati, no droga, ecc.) e la stima reciproca, almeno a parole (“Matteo Salvini – disse la Le Pen – mi manda in estasi: è estremamente coraggioso e ha un’energia debordante”), non bastano per guadagnarsi certi titoli se le differenze sono quelle che abbiamo appena visto. Lepenisti? Mah, chissà, così dicono. Di sicuro, conoscendoli, lepenosi suona meglio. Voi che ne dite?

Enrico Steidler

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *