Enrico Steidler
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Gender, il babau del 2000 che spaventa i genitori del 1000

Il Gender non esiste, l'arretratezza culturale invece sì: ecco il vero 'mostro'

Gender, il babau del 2000 che spaventa i genitori del 1000
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“Se non stai bravo chiamo il Gender!”. Babau? Uomo nero? Gatto mammone? Tutti in soffitta. I tempi cambiano, e lo spauracchio dei Gian Burrasca versione 2.0 si chiama Gender. Anzi, no, errata corrige: a dire la verità non sono i bambini a spaventarsi, ma i genitori, per lo meno quelli legati alle associazioni “Provita Onlus”, “Voglio la mamma” e “Giuristi per la vita”. Loro, infatti, alle favole ci credono eccome, ed è proprio per dire un chiaro e forte ‘no al babau‘ che oggi non manderanno i figli a scuola. “E’ un gesto simbolico importante ma necessario per dare sostegno alla nostra richiesta di incontro con il ministro”, tuona il portavoce della ‘squadra anti-mostro’ Filippo Savarese. “Vogliamo vederla per sottoporle alcuni casi concreti che sono accaduti nelle scuole in cui si sono affrontati temi e discorsi che sono ben diversi da quelli che il ministero ci assicura. Abbiamo già richiesto alla Giannini un incontro ma non abbiamo avuto risposta: nessuno di noi vuole delegittimare le istituzioni, siamo costretti ad usare questa forma di manifestazione per farci ascoltare. Abbiamo invitato le famiglie anche ad inviare una lettera in viale Trastevere” (sede del Miur, ndr).

Filippo Savarese, portavoce dei genitori anti-gender

Filippo Savarese, portavoce dei genitori anti-gender

PAROLA DI SAVONAROLA “Pur tentando, a prima vista, di assicurare l’ancoraggio del concetto di genere alla dualità complementare maschile-femminile – prosegue Savarese ansioso di smascherare il terribile complotto ordito dalle lobby Lgbt alle spalle dei nostri bambini – il Miur non ha mostrato di sapere (o volere) prendere davvero in considerazione le preoccupazioni delle famiglie, timori legati al fatto che le presunte interpretazioni autentiche ministeriali non hanno eco e tantomeno valore vincolante al livello scolastico territoriale e periferico, dove si continua ad essere in balia del monopolio culturale con cui associazioni Lgbt impongono ai nostri figli e nipoti visioni sulla sessualità ascientifiche, spesso funzionali alla sponsorizzazione all’interno delle scuole di questioni di natura politica come le rivendicazioni del matrimonio gay e della cosiddetta omogenitorialità”.

Ecco, le parole di Savarese mi fanno venire in mente il Dottor Stranamore di Stanley Kubrick e il celebre dialogo fra Ripper, il generale pazzo che ha appena scatenato la terza guerra mondiale, e il colonnello Mandrake-Peter Sellers: leggetelo e poi ditemi se non vi ricorda qualcuno.

RIPPER: Mandrake, Lei non s’è mai domandato perché io bevo solo acqua piovana, o distillata? E solo alcool medicinale?
MANDRAKE: Beh, l’ho notato, veramente. L’ho notato, generale.
RIPPER: Lei sa cos’è la fluorocontaminazione? Fluorocontaminazione dell’acqua?
MANDRAKE: Eh… e sì, sì, ne ho sentito parlare, sì. Sì.
RIPPER: Ma lo sa che cos’è?
MANDRAKE: No, no, non credo di saperlo.
RIPPER: Quindi non sa che la fluorocontaminazione è forse il piano più mostruoso che i comunisti abbiano mai concepito ai nostri danni. (…) Lo sa che oltre a contaminare l’acqua stanno studiando anche il modo di contaminare il sale, la farina, i succhi di frutta, oltre allo zucchero, al latte… Ai gelati! I gelati, Mandrake! Quelli per i bambini.
MANDRAKE: Porca l’oca!
RIPPER: E lo sa quando hanno incominciato?
MANDRAKE: Eh… No, non lo so, generale.
RIPPER: Nel 1946.
MANDRAKE: Ah…
RIPPER: Nel 1946, Mandrake… Lo vede come combina con il complotto comunista che ha seguito la guerra? È ovvio, non le pare? Una sostanza estranea viene introdotta nei nostri preziosi fluidi vitali senza che l’individuo se ne accorga o che vi si possa opporre. Ecco come lavora questa gente senza scrupoli.

“La manifestazione del 4 – osserva Michela Marzano, autrice del libro (“Papà, mamma e gender”, ed. Utet) che sgretola ogni mito dei babau e delle fluorocontaminazioni – è il risultato di una campagna anti-gender iniziata in Francia in cui si è creato di punto in bianco l’esistenza del gender il cui scopo sarebbe quello di distruggere i valori della famiglia e mettere in crisi i bambini. Di fatto gender è solo il termine inglese: gli studi di genere hanno la finalità di promuovere l’uguaglianza nonostante le differenze. Tutto quello che viene propagandato non esiste, crea solo confusione e paura. Il gender è un fantasma. Sono molto preoccupata: in Francia questo movimento si è bloccato, in Italia invece aumenta e mostra l’arretratezza culturale del nostro Paese. L’iniziativa di venerdì non è da sottovalutare”.

Vero: chi semina il terrore non lo è mai.

Enrico Steidler

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