Enrico Steidler
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Dalla parte di Cloe Bianco

Quello di Cloe è un diritto, e chi la pensa a rovescio ha già perso

Dalla parte di Cloe Bianco
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La vicenda è sulle prime pagine di tutti i giornali: venerdì scorso Luca Bianco, professore di fisica in un istituto agrario di San Donà del Piave (Venezia), è entrato in classe vestito da donna e si è rivolto ai suoi studenti dicendo: “Ragazzi, da oggi chiamatemi Cloe. Non è la prima volta, nella scuola italiana, che un insegnante decide di combattere in prima linea la sua, la nostra battaglia di civiltà, ma una simile risonanza mediatica – cioè tanta manna – non si era mai vista.

CONTRIBUTO (INVOLONTARIO) DECISIVO – Un sentito grazie, quindi, al solito genitore-indignado in servizio permanente effettivo, che ha scritto una lettera di fuoco (Cioè come siamo ridotti… cioè vogliono distruggere i nostri valori… cioè teoria Gender… cioè una ragazza si è sentita male… cioè non deve succedere più…) a Elena Donazzan, assessore all’Istruzione della Regione Veneto, e un grazie altrettanto sincero all’ira funesta di quest’ultima: “Non è possibile una cosa del genere, che un docente arrivi con la parrucca finta, col seno finto, coi tacchi. Trovo squallida questa esasperazione di sé, quasi a voler scioccare. Dal mio punto di vista – tuona la Donazzan su Facebook – non è adatto all’insegnamento. Perché per farlo bisogna avere un equilibrio. Chiederò di prendere dei provvedimenti. La sua sfera dell’affettività è un fatto personale. Ma quello che è accaduto è grave. Ci preoccupiamo molto del presepio a scuola per non urtare la sensibilità degli studenti musulmani. E questo allora?“.

Rosa Parks

Rosa Parks

ROSA E CLOE – Ecco: questo è un simbolo, dottoressa Donazzan, è il segno che qualcosa sta cambiando in meglio anche alle nostre imbalsamate latitudini. Rispetto all’Europa che conta, infatti, quella che produce non solo quattrini ma anche principi di civiltà, l’Italia è in una posizione a dir poco imbarazzante (“Bisogna correre – scriveva Cloe Bianco alcuni giorni fa sul suo profilo di Facebook – perché siamo indietro anni luce rispetto ai paesi avanzati nei diritti umani per le persone trans, non concordo col procedere a piccoli passi”), e tuttavia il sogno di risalire la classifica si fa sempre più concreto. Certo, non sarà facile avere la meglio sui numerosi ‘pasdaran’ della tradizione, quelli che sono pronti a calpestare i diritti di chiunque nel nome della realtà anti-storica che piace a loro, ma quando un piccolo gesto diventa una grande notizia allora vuol dire che la Storia sta per esigere il suo tributo. Finalmente.

Forse è un caso, di sicuro è un simbolo: mentre si diffonde la notizia di Cloe, ricorre il sessantesimo anniversario del piccolo, grande gesto di Rosa Parks, la ragazza di colore dell’Alabama che rifiutò di cedere a un bianco il suo posto sull’autobus. Anche a quei tempi, naturalmente, ci fu chi disse “come siamo ridotti” e “quello che è accaduto è grave”, ma poi come è finita lo sappiamo: ha vinto la giustizia, ha perso la ‘tradizione’. Forza Cloe, la Storia è dalla nostra parte.

Enrico Steidler

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One Response to Dalla parte di Cloe Bianco

  1. cloe 1 dicembre 2015 at 20:39

    E’ il miglior articolo che a questo momento abbia letto.
    Ringrazio di cuore per aver correttamente colto la vicenda.

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