Enrico Steidler
No Comments

Dio non esiste, ma non ditelo ai bambini

Tempi di guerre di religione, tempo di crescere

Dio non esiste, ma non ditelo ai bambini
Decrease Font Size Increase Font Size Text Size Print This Page

“Dio è grande” gridano gli assassini dell’Isis; “Dio è con noi” stava scritto sulle fibbie dei cinturoni indossati dalle SS; “Uccidere in nome di Dio è una bestemmia” tuona il sommo rappresentante di un’istituzione – la Chiesa cattolica – che ha provocato più vittime di tutte le popolazioni barbare messe insieme (e non ha mai pagato dazio per questo). Se escludete i sacerdoti di Stalin, che per commettere i loro crimini non hanno mai avuto bisogno di Dio, ma di una chiesa – il Partito – sì, tutti gli altri grandi serial-killer della storia, quiescenti o in attività, hanno sempre benedetto la loro spada prima di affondarla nel cuore del nemico. Dio vi protegge e vi condurrà alla vittoria dicevano i cappellani militari del secolo scorso alla carne da cannone spedita al fronte. Lo dicevano i nostri, lo dicevano tutti, gli austriaci e i francesi, gli inglesi e i tedeschi. Insomma, da che parte sta il Dio dei cristiani? Semplice, sta innanzitutto dalla nostra.

DIO E’ UN FENOMENO REGIONALE – Le religioni sono come gli appartamenti: c’è l’angusto monolocale, dove comanda il piccolo dio dei fiordi o delle giungle, e c’è il super-attico cardinalizio, dove trovano spazio moltitudini di fedeli inginocchiati di fronte all’unico, vero, grande Padrone di Casa. Tutte le religioni, però, così come gli appartamenti, hanno un inizio e una fine (per lo meno sulla Terra): qui il mio Dio esiste, lì non esiste più; qui è una concreta realtà, lì è solo una bizzarra fantasia. Sotto questo aspetto, tutt’altro che irrilevante, qualsiasi divinità si riduce a una questione meramente geografica: al di qua dell’Adriatico tutti pregano la Madonna, ad esempio, al di là – vedi l’Albania – non la considera nessuno. Chi ha ragione? Loro? Noi? Nessuno? Oppure hanno ragione tutti, e ognuno si dedica a una diversa manifestazione di quello che è l’Unico Ente Universale? Biondo e con gli occhi azzurri in Europa (anche se dovrebbe essere palestinese), scuro e corvino in India? Ma ovunque, e in tutti i tempi, indifferente?

LA COPERTA DI LINUS – Mah, Dio solo lo sa, verrebbe da dire. Ammesso che esista. Già, perché non è mica detto che esista davvero, anzi. Di sicuro, in una materia così vaga e inafferrabile, c’è solo l’immagine teneramente puerile che ci siamo fatti di Lui: un Papà buono e premuroso con i figli che rispettano la Sua volontà, ma anche un Giudice severo fino alla spietatezza con i discolacci che sgarrano. Un Papà, nel caso di noi cristiani, che è fatto proprio come noi e che ha sacrificato il Figlio prediletto per diffondere la Sua parola dal Manzanarre al Reno, dalla Brianza all’Amazzonia. Sembra una favola, insomma, e forse lo è, ma non ditelo a quegli eterni bambini che siamo noialtri, bambinoni adulti che hanno paura di tutto, soprattutto della morte. Già ci siamo dovuti ricredere sulla cicogna, la fatina dei denti, la Befana e tutto il resto: se ora ci togliete pure il Papà è finita. Ci sentiamo figli di nessuno. No, zitti, non ditelo. Papà esiste, chiaro? E il mio è il più forte di tutti.

E invece no, è venuto il momento di crescere: l’unica divinità che esiste, e che fa muovere il mondo, è quella che ci appare ogni giorno sotto forma di contanti. “Non si può mandare avanti la Chiesa con le Ave Maria” diceva Marcinkus, che alle Ave Maria non ci pensava neppure, e concretamente aveva ragione. Sì, lo so, è un po’ triste. Ma il Male che si sprigiona dal Bene, il Bene dei bambini-adulti, lo è molto di più. Magari fosse vero che non c’è più religione: la verità, purtroppo, è che non c’è una divinità che si salvi, vera o falsa che sia. Prima cresciamo, meglio è.

Enrico Steidler

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *