Enrico Steidler
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L’imputato Alfredo Celeste non può insegnare la religione: quando l’etica si riduce a moralismo

I primi cittadini di quattro comuni dell'hinterland milanese scrivono alla Curia: l'ex-sindaco di Sedriano Alfredo Celeste "non ha i requisiti" e deve essere "trasferito"

L’imputato Alfredo Celeste non può insegnare la religione: quando l’etica si riduce a moralismo
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Arrivano dai sobborghi sud-occidentali di Milano due notizie perfette, la prima nel bene (l’altra notte a Gaggiano un uomo di 34 anni, Davide Gallo Afflitto, si è immerso nel Naviglio Grande per salvare la vita a una volpe che stava affogando: “Un episodio fantastico – ha dichiarato Ermanno Giudici, presidente dell’Enpa milanese – che ci fa capire quanta attenzione ci sia verso gli animali, ma anche quante siano le persone sensibili di fronte alla sofferenza”), la seconda nel male. In quest’ultima non c’è nulla che va come dovrebbe andare, ma proprio nulla: ecco perché è ‘perfetta’.

La vicenda è questa: Alfredo Celeste, ex-sindaco di Sedriano imputato per corruzione in un processo sui rapporti tra politica e malavita organizzata, è stato scelto dalla Curia milanese per insegnare la religione ai ragazzi del liceo scientifico ‘Vico’ di Corsico. Si tratta di una breve supplenza (l’insegnante di ruolo è assente perché si è rotto una caviglia), ma è più che sufficiente per provocare l’impetuosa reazione di Filippo Errante, sindaco di Corsico, e dei suoi colleghi di Buccinasco, Trezzano sul Naviglio e Cesano Boscone, firmatari di una lettera di fuoco indirizzata a don Gian Battista Rota, responsabile della diocesi di Milano per l’insegnamento della religione cattolica, al suo vice don Fabio Landi e al cardinale Angelo Scola.

Filippo Errante, sindaco di Corsico (Mi)

Filippo Errante, sindaco di Corsico (Milano)

I CATTIVI MAESTRI“Abbiamo appreso da alcuni genitori – scrivono gli indignados – che la diocesi di Milano ha assegnato al liceo scientifico “Vico” il docente Alfredo Celeste come insegnante di religione. Una scelta che riteniamo inopportuna e in contrasto con quanto previsto dai requisiti dell’Arcidiocesi di Milano per il riconoscimento dell’idoneità all’insegnamento della religione cattolica. Conoscerete sicuramente la storia giudiziaria di Celeste, che è tutt’altro che conclusa. E saprete certamente che era sindaco di Sedriano, primo comune lombardo ad essere sciolto per infiltrazioni mafiose, in particolare la ‘ndrangheta. Tre anni fa lo avevate sospeso perché destinatario di un provvedimento di custodia cautelare a domicilio. E oggi, che è sotto processo, lo ritenete idoneo a svolgere l’attività di insegnamento a ragazzi delle scuole superiori? Abbiamo già preso contatti con la preside Silvia Bassi – concludono Errante & Co – dalla quale abbiamo ricevuto solidarietà e condivisione rispetto alla nostra preoccupazione sulla scelta assunta. Vi chiediamo quindi di rivedere la vostra decisione e di valutare l’opportunità di trasferire il docente di religione appena nominato”.

Nota bene: un simile pandemonio si era scatenato anche nell’ottobre dell’anno scorso, quando Celeste fu chiamato ad assumere lo stesso incarico presso il liceo Europeo di Arconate. “La scuola è stata messa in una situazione inaccettabile – tuonò in quella circostanza il preside Ermanno Puricelli – Qui c’è un problema di grande rilievo: non si tratta di una lite di condominio, ma del primo comune lombardo sciolto per infiltrazioni mafiose. La Curia torni sui suoi passi. C’è un confine culturale che merita di essere presidiato: insegniamo la legalità, ai nostri studenti dobbiamo garantire docenti che siano al di sopra di ogni sospetto. Nel caso del professor Celeste questa condizione non è data”.

Ok, tiriamo le somme. Prima cosa che non va: imputato = colpevole. Si tratta di un errore madornale se a commetterlo è un uomo delle istituzioni, vedi un sindaco ad esempio, ma è davvero imperdonabile nel caso di chi educa i nostri figli. Se c’è qualcosa di sacro, in una società fondata sul diritto (molto più sacro – diciamolo chiaramente – di una materia che al liceo scientifico ha lo stesso diritto di cittadinanza dell’astrologia in un corso di laurea in fisica), è la presunzione d’innocenza fino a prova contraria: questo sì che un confine culturale invalicabile, ma in un certo mondo della scuola, a quanto pare, sembrano ignorarlo. Voto: 0.

Seconda cosa: la reazione del popolo dei lettori di fronte alla notizia, una levata di scudi furibonda che in poche parole può essere riassunta così: scandalo-dove andremo a finire-bravi sindaci. Certo, non tutti si uniscono al coro, ma i quattro gatti che hanno il coraggio di ‘stonare’ vengono immediatamente bersagliati da critiche e pernacchie. Quando va bene.

Terza cosa: dov’è la Curia? Perché risponde col silenzio? “Don Gian Battista Rota e l’ufficio comunicazione della Curia, contattati da ilfattoquotidiano.it, non hanno risposto in merito alla questione”. Mah, che dire? Era l’occasione giusta per dare una sacrosanta lezione a chi se la merita, ma è dai tempi di Arconate che la Curia si defila. Peccato. In tutti i sensi.

Quarta cosa: l’etica ridotta a moralismo raccatta-voti e raccatta-like.

“Vorrei sapere in base a quale etica vengo giudicato”, si chiede Alfredo Celeste commentando l’iniziativa dei sindaci. “Dalla mia parte ho le norme di diritto che mi tutelano: regolamenti, Costituzione e legge. Sono a tutti gli effetti innocente non avendo avuto ancora una sentenza di condanna, nemmeno in primo grado. Ho diritto al lavoro e non posso essere discriminato. Chi mi giudica, in base a quali valori lo fa? A quelli personali?”

Morale: Alfredo Celeste (imputato per corruzione, ecc., ecc.) batte Resto del Mondo (sindaci, presidi e indignati vari) 3 a 0. Vincere è stato facile, in fondo: sono tutti autogol.

Enrico Steidler

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One Response to L’imputato Alfredo Celeste non può insegnare la religione: quando l’etica si riduce a moralismo

  1. Alfredo Celeste 30 novembre 2015 at 0:34

    Coraggioso e temerario.

    Grazie

    Alfredo Celeste

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