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I 5 motivi per cui l’Inter può sperare nell’impresa al San Paolo

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L'Inter affronta il Napoli di Sarri

16 risultati utili consecutivi, aspettando la sfida di domani sera in Europa League sul campo del Brugge. Il Napoli di Maurizio Sarri è in uno stato di forma strepitoso, e in questo momento probabilmente è la squadra più difficile da battere in Serie A. Lunedì sera sarà l’Inter di Mancini a tentare l’impresa, in un San Paolo sicuramente pronto per l’occasione. Eppure i nerazzurri hanno speranze di battere i partenopei. Per almeno cinque motivi.

PRESSIONE – Avere i favori del pronostico in un match così importante è un onore, ma può diventare un peso. Il Napoli ha finora mostrato un gioco sublime, e i tifosi si aspettano legittimamente un’altra prestazione di livello contro i nerazzurri. L’arma San Paolo potrebbe però rivelarsi a doppio taglio, perché per la prima volta nella stagione la partita è davvero uno scontro al vertice. In una piazza entusiasta ed esigente il gol dello svantaggio potrebbe mettere ai partenopei l’ansia di dover pareggiare. Non è semplice contro l’Inter, l’abbiamo visto più volte.

EUROPA – Come già ricordato, il Napoli sarà impegnato domani sera nella quinta giornata di Europa League in terra belga. Un impegno di scarsa importanza con qualificazione e primo posto già acquisiti, ma la trasferta potrebbe togliere energie a qualche elemento della rosa. Soprattutto considerando il viaggio, che non è tra i più impegnativi ma richiede comunque una certa distanza da coprire. I titolari rimarranno a riposo quasi sicuramente, ma dovranno comunque recarsi in Belgio.

PREPARAZIONE – Discorso collegato sempre all’impegno europeo. Se il Napoli di fatto avrà soltanto tre giorni per preparare la sfida con l’Inter, i nerazzurri possono godere di un’intera settimana per studiare l’avversario in campionato. Di sicuro Sarri non aspetterà sabato per valutare le mosse contro i ragazzi di Mancini, ma gli allenamenti dei campani difficilmente saranno mirati al confronto in campionato fino a quel giorno.

TATTICA – Dalla sua l’Inter ha anche la possibilità di sapere (a grandi linee) la probabile formazione che verrà schierata da Sarri, dato che il Napoli è sempre sceso in campo con il 4-3-1-2 o il 4-3-3 e non ha mai rinunciato ai punti cardine della rosa. Mancini invece ha dimostrato di saper mescolare le carte, variando dal 4-3-1-2 al 4-3-3 nella prima parte di stagione, per poi sperimentare moduli come il 3-5-2 contro il Torino e il 4-4-2 contro il Frosinone. Sarri non è uomo da lasciarsi ingannare da cambi di strategia, ma preparare in poco tempo una partita contro una squadra multiforme non è semplice per nessuno. E se i partenopei fossero colti di sorpresa?

MOTIVAZIONI – Un vantaggio innegabile dell’idea di Mancini di cambiare continuamente formazione è la motivazione che riesce a dare nei giocatori. Nessun nerazzurro è sicuro della maglia da titolare, tanto che anche pilastri come Icardi, Jovetic e Medel hanno provato ad accomodarsi in panchina anche quando stavano fisicamente bene. Con questo sistema è naturale che gli undici titolari siano ancora più portati a dare il 100% per avere più spazio, così come chi entra dalla panchina. Non che i ragazzi di Sarri abbiano finora dimostrato scarso impegno, sia chiaro. Ma avere i ruoli così definiti all’interno di una squadra può togliere motivazione sia a chi vede poco il campo sia a chi sa di essere fisso nell’undici di partenza. La voglia di dimostrare il proprio valore è spesso l’elemento che decide le partite e permette a giocatori di secondo piano di giocare una partita di altissimo livello. Potrebbe essere uno di questi cinque dettagli a fare la differenza. Forse tutti, forse nessuno.

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