Enrico Steidler
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Charlie Hebdo, il nome della libertà

"Loro hanno le armi. Si fottano, noi abbiamo lo champagne". Satira? Certo, ma quella di Charlie Hebdo è innanzitutto cultura

Charlie Hebdo, il nome della libertà
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Gli ‘eretici’ di Charlie Hebdo esistono e resistono da decenni, ma dovevano pagare un tributo di sangue spaventoso perché la loro notorietà uscisse dai ristretti – considerando il genio – confini della Francia. Ora che il nome della libertà è noto ovunque, possiamo quindi misurare con estrema precisione quanto sia immenso il fallimento degli assassini: volevano zittire per sempre il loro nemico più pericoloso – la coscienza critica della nostra cultura – e invece lo hanno reso ancora più forte e combattivo. Badate bene: quella che terrorizza i terroristi non è la voce ostile nei loro confronti (o nei confronti della loro divinità, come credono milioni di fessacchiotti su entrambi gli schieramenti), ma nei nostri. E’ proprio la capacità di introspezione feroce, tipicamente occidentale, che li manda in tilt; è la nostra libertà di farla che arma il loro braccio criminale. E se i nostri facessero altrettanto qui da noi? Non sia mai: uccidete gli infedeli prima che diventino contagiosi.

Charlie Hebdo, coscienza critica dell'Occidente

Charlie Hebdo, coscienza critica dell’Occidente

Pensate a quante volte Charlie Hebdo ha dissacrato la nostra sacra religione – valori inclusi – e capirete quindi le ragioni vere, concrete e profonde dell’odio. E del terrore. Questa nostra introspezione, però, questa nobile qualità che ci porta così spesso ad essere contro noi stessi e il nostro Ordine costituito (sacro o profano che sia), sa anche diventare – al momento giusto – il più prezioso degli alleati, e tradursi in amore per la propria identità culturale, orgoglio per quello che di buono ha saputo conquistare nel corso dei secoli e coraggio di difendere tutto ciò. Sotto questo aspetto, la vignetta dell’omino sforacchiato da cui escono fiotti di champagne – da molti giudicata irriguardosa – è un autentico capolavoro della cultura occidentale e, al tempo stesso, un colpo formidabile inferto al cuore del nemico. Non solo: è un’arma non violenta, fateci caso, e tuttavia straordinariamente letale.

Charlie Hebdo, senza riguardi per nessuno...

Charlie Hebdo, senza riguardo per nessuno…

Peccato che non tutti lo abbiano capito. “Bah! Ma siamo sicuri che sia satira questa? A me questi di Charlie Hebdo mi paiono proprio fuori di cotenna” osserva un lettore del Fatto Quotidiano, e la contrarietà che serpeggia un po’ ovunque on line si manifesta in termini ancora più indignati (“Se questa è considerata satira, riesce meglio quella che faccio io ogni volta che vado in bagno. Incommentabile”) o addirittura deliranti (“Potevano ri-attaccare questo pseudo giornaletto così evitavamo morti inutilmente”). Fra tanti sassi, però, si trova pure qualche diamante, e il commento di Stefano, fra questi, è quello che brilla di più.

(La vignetta, ndr) “Rispetta in pieno lo spirito che c’è in questi giorni post-attentati qui a Parigi. La voglia di reagire.
Non cambierete il nostro modo di vivere!
continueremo a uscire
continueremo a vederci ai caffè con gli amici
continueremo a goderci la vita
continueremo ad andare ai concerti
continueremo ad andare alle feste
continueremo a bere
continueremo a vivere
c o n t i n u e r e m o
Voi avete le armi ma fate una vita di mrda
questo è il senso”.

Sì, questo è il senso. Evviva Charlie Hebdo!

Enrico Steidler

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